il Capalc di contrada Sant'Antonio

Taormina. La casa municipale di Taormina ha avviato, con apposita delibera approvata dalla Giunta, l’avvio di una ricognizione degli immobili di proprietà del Comune da classificare come “suscettibili di alienazione e/o valorizzazione nell’esercizio finanziario 2020 e poliennale 2020-2022”. Si punta, dunque, ad aggiornare l’elenco dei beni di proprietà dell’ente, con particolare riferimento a quelli che potrebbero finire in vendita.

Rischio default. Il momento di difficoltà legato all’emergenza Coronavirus, che toglierà al Comune importanti risorse come la tassa di soggiorno (3 milioni e 400 mila euro di introito nel 2019) ma anche da vari altri tributi, rischia di mandare infatti al default i conti di Palazzo dei Giurati, che in attesa di un aiuto dallo Stato valuta l’opportunità di prevede re la dismissione di qualche “gioiello” del patrimonio comunale per dare ossigeno al forziere pubblico.

La procedura. L’assessore al Patrimonio, Alfredo Ferraro, ha predisposto un atto che dà così il via ad una “ricognizione degli immobili suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione nel periodo 2020-2022”. Tale ricognizione verterà su immobili comunali disponibili, da alienare e da valorizzare. “L’inserimento degli immobili nel piano – ha spiegato Ferraro – ne determinerà “la classificazione come patrimonio disponibile e la destinazione urbanistica, anche in variante ai vigenti strumenti urbanistici. Si precisa, inoltre, che “i valori delle eventuali vendite dei singoli immobili indicati come da alienare, saranno quelli di mercati, distinti in valori attuali e valori a seguito di variante urbanistica; le conseguenti variazioni di bilancio, sia nella parte in entrata che nella parte in uscita, saranno apportate dopo l’aggiudicazione delle procedure di alienazione”.

Capalc in vendita? In virtù della crisi economica da fronteggiare in modo energico ed efficace, secondo alcuni rumors potrebbe prendere quota l’opportunità di dismettere il Capalc. D’altronde, il momento è critico, e l’opportunità diventa una necessità. Nell’incertezza sui provvedimenti che dovrà, comunque, varare il Governo, si comincia a valutare la possibilità di creare un “paracadute” finanziario sull’ente locale. Potrebbe essere sacrificato in particolare il Capalc, l’incompiuta scuola convitto albergo di contrada Sant’Antonio, che non dà alcuna produttività ma da cui possono arrivare risorse mai come adesso vitali. Per il Capalc non si potranno chiedere i 22 milioni di stima fatti a suo tempo, ma un’operazione sui 4 o 5 milioni di euro per un’immobile che non può essere recuperato e che ad oggi non ha alcuna prospettiva, diventerebbe una mossa importante.

Spada di Damocle. Tra l’altro, Taormina dovrà far fronte a 18 milioni di debiti inseriti nel piano di riequilibrio del 2018, ancora oggi in fase di esame da parte del Ministero dell’Interno e dove si prevede, di riflesso, un carico sui cittadini spalmato da qui ai prossimi 29 anni. Una vera e propria spada di Damocle, che diventa ancor più tale alla luce del terremoto economico che l’emergenza Covid19 provocherà ai danni di tutti gli enti locali.

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