Franco Parisi con i figli Salvatore e Pancrazio

Taormina. Le imprese di Taormina fanno già i conti con il dopo-lockdown. La ripartenza dopo il Coronavirus sarà una sfida tutta in salita anche nella capitale del turismo siciliano. “Siamo di fronte ad una situazione che non ha precedenti. L’11 settembre lo abbiamo superato, allora, in 6 mesi ma questa è una crisi epocale”, è il monito dell’imprenditore taorminese Franco Parisi, il “re della moda” (5 boutique di alta moda ma anche un ristorante di lusso) nella Perla dello Ionio, per tanti anni presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina. Parisi, con i figli Pancrazio e Salvatore, attende gli sviluppi della situazione e non fa mistero della sua preoccupazione.

Brand di successo. Un’impresa che rappresenta un simbolo dell’imprenditoria di Taormina non sa quando potrà tornare alla propria consueta attività.  La famiglia Parisi, dai lontani Anni Venti, è sinonimo di un brand di successo che si è tramandato da ben tre generazioni e sino a questo momento è attiva con cinque negozi dedicati al pret-à-porter donna, uomo, accessori, la moda bimbo ed il mondo del denim, e con un ristorante di lusso in Corso Umberto. Un’azienda che si è fatta apprezzare nel mondo, portando in alto, in tutta Italia e all’estero, il nome di Taormina e adesso guarda con inevitabile apprensione allo scenario di crisi globale provocato dal Coronavirus.

Taormina vive di turismo. “Bisogna capire, intanto, quando terminerà il lockdown – spiega il cavaliere Parisi in un’intervista a BlogTaormina -. Per quanto riguarda Taormina, quindi, sarà fondamentale avere contezza di quando si tornerà alla libera circolazione e, in particolare, se riapriranno le strutture alberghiere, che sono essenziali per il commercio, la ristorazione e l’imprenditoria locale. Taormina vive di turismo straniero, che rappresenta l’85% delle nostre presenze e senza il turista straniero diventa molto difficile far ripartire le imprese del nostro territorio. Rimane un 15% di turismo italiano o di prossimità che non basta per far quadrare i conti delle aziende. Tutti vogliamo riaprire e lo faremmo domattina ma bisogna stare attenti a non peggiorare la situazione. Non si può riaprire tanto per farlo. Tra l’altro, in questo quadro attuale, si rischia di riaprire senza avere la clientela e, al contempo, con i fornitori che comunque chiederebbero di poter essere pagati. Vogliamo anche tutelare tutti i nostri collaboratori”.

Aspettando un aiuto. “Al momento lo Stato non ci ha aiutato e nemmeno la Regione e il Comune. E’ essenziale che vengano rivisti i canoni di locazione delle attività, il Comune potrebbe dare il buon esempio diminuendo intanto gli affitti “astronomici” dei locali comunali, e ciò potrebbe diventare un segnale per sensibilizzare tutti a calmierare i prezzi. Allo stesso modo le tasse vanno bloccate sino al marzo 2021, perché la stagione 2020 è già compromessa e rischia di non esserci, dopo di che verrà l’inverno e nel frattempo dovremo prepararci a ripartire per la prossima stagione”.

la famiglia Parisi durante il G7 2017 con Melania Trump

Danno nel danno. “In questo momento i problemi delle imprese – evidenzia Parisi – non si risolvono con un prestito, c’è bisogno di un aiuto a fondo perduto per dare modo agli imprenditori di ammortizzare il mancato guadagno e mettersi nelle condizioni di affrontare la crisi. Ricordiamoci che Taormina sta andando incontro a delle perdite pesantissime, ulteriormente aggravate dall’impossibilità di far svolgere gli spettacoli estivi al Teatro Antico, eventi come il TaoFilm Fest, i Nastri d’Argento, TaoModa, Taobuk. Nel nostro caso specifico, di noi operatori del settore della moda, ci sono delle stagioni e dunque una temporalità ben precisa da rispettare e dopo il 15 maggio rischiamo di dover mettere via dei capi d’abbigliamento senza aver lavorato in tutti questi mesi. E’ un danno nel danno.

Rilanciare Taormina. “La crisi investe tutti e non risparmia nessuno. Noi siamo pronti ad affrontare questo momento difficile con il senso di responsabilità e la professionalità che ci ha sempre contraddistinti ma ci auguriamo che le Istituzioni facciano la loro parte e che ci aiutino a ripartire e rilanciare le nostre imprese, contribuendo così anche al rilancio di Taormina”.

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