Pietro Salini, Ad di Salini Impregilo

Taormina. Un nuovo capitolo in vista nella storia infinita dell’interminabile battaglia giudiziaria tra il Comune di Taormina e Impregilo sui lavori che a suo tempo riguardarono la realizzazione dei parcheggi a Taormina. Dopo oltre 20 anni di cause tra le parti, la fine del contenzioso appare ancora lontana e il colosso delle costruzioni ha notificato adesso al Comune un reclamo (ex art.739 c.p.c.) sull’istanza di correzione “di errore materiale del lodo del 21 ottobre 1997”. Impregilo, dunque, non si arrende e torna a battere cassa, con il Comune che sarà costretto a resistere in Corte d’Appello di Messina e a costituirsi per l’udienza prevista il 4 maggio prossimo.

Il cavillo della correzione. Il 9 febbraio era stata rigettata dal Tribunale di Messina la richiesta di correzione del lodo che era stata avanzata da Impregilo, ma l’impresa non molla e torna così all’attacco. Sull’atto depositato presso la cancelleria della Pretura di Messina il 16 aprile 1998, Impregilo aveva richiesto (e continua a richiedere), in sostanza,al Tribunale di provvedere a una correzione “per errore materiale”, e richiedendo quindi che nell’ambito del processo civile, venissero rettificate delle presunte sviste su sentenze già pronunciate, probabilmente in ordine di calcoli inerenti al contenzioso. E’ un cavillo che – in caso di accoglimento dell’istanza di Impregilo -, rimetterebbe in discussione i vari pronunciamenti che sin qui ci sono stati, e nello specifico quelli favorevoli al Comune di Taormina. L’istanza di correzione è stata, invece, rigettata lo scorso febbraio dal Tribunale di Messina. Impregilo non si arrende e ora porta la questione in Corte d’Appello.

Taormina prevale. Tra l’altro, Taormina aveva già ottenuto un altro pronunciamento favorevole nel luglio 2019, quando il Tribunale di Messina aveva dato ragione al Comune di Taormina e annullò in quel caso il decreto ingiuntivo da 28 milioni di euro a suo tempo ottenuto da Impregilo.

Aspettando la Cassazione. Prosegue, insomma, senza tregua lo scontro, senza tregua, nelle aule di tribunale tra il Comune e Impregilo, in attesa di quello che dovrebbe essere il momento finale della vicenda, in sede di Cassazione, dove l’emergenza Covid19 e la relativa paralisi che ha sin qui interessato anche la giustizia, potrebbe allungare i tempi e far slittare la relativa udienza al 2021. Presso la Corte Suprema le parti si sono date battaglia già nel 2010, quando Impregilo giunse all’appuntamento in Cassazione dopo aver vinto in primo e secondo grado di giudizio. In quel caso sembrava ormai prossima la sconfitta definitiva del Comune e il fallimento dell’ente locale, che avrebbe obbligato Taormina a dover pagare un decreto ingiuntivo da 23 milioni che sarebbe arrivato a 40 mln calcolando anche interessi e rivalutazioni ma a sorpresa si registrò un ribaltamento in extremis della situazione, con la Cassazione che non accolse la richiesta di esecuzione definitiva delle somme per Impregilo e dispose venisse istruito un nuovo processo in Corte di Appello.

Botta e risposta. Impregilo, ad ogni modo, non molla e vuole 40 milioni, così come altrettanti ne rivendica il Comune come risarcimento danni sulla base alle risultanze date dalla relazione della Commissione collaudo dei parcheggi. C’è ancora una causa in corso alla sezione imprese del Tribunale di Palermo, e al Tar di Catania, invece, un ricorso del Comune, per l’annullamento delle variazioni ai conteggi revisionali, sempre in oggetto al collaudo dei posteggi. Per altro, nel Piano di riequilibrio esitato nel 2018, il Comune verso Impregilo ha riconosciuto come pendenza certa soltanto una somma di 5 milioni (in ogni caso dovuti per sentenza già passata in giudicato). Impregilo reclama invece 28 milioni, sta cercando di ottenere l’esecutività del titolo su quella cifra e ha anche scritto alla Corte dei Conti e al Ministero per obiettare che nel piano di riequilibrio non si tiene conto di quel maxi-titolo.

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