Fisascat Cisl Messina

Taormina. La grande preoccupazione per lo scenario economico dei prossimi mesi investe anche e soprattutto il turismo e il commercio, che rappresentano “linfa vitale” per Taormina e per l’intero comprensorio ionico ed alcantarino. La Fisascat Cisl Messina torna ad accendere i riflettori sulla drammatica situazione dei lavoratori stagionali, in una provincia dove tra il settore alberghiero e quello del commercio oltre 15 mila persone vivono un momento di grande difficoltà e dalla fine del 2019 hanno terminato la Naspi e non percepiscono un’indennità, con il serio rischio di una stagione turistica 2020 che non partirà.

Esclusi dagli aiuti. “In questo momento è stato stanziato soltanto un aiuto per gli stagionali del turismo ed i balneari che riguarda il mese di marzo ma con 600 euro non si risolve l’emergenza di migliaia di famiglie ridotte alla povertà – avvertono i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo -. Alcuni lavoratori che avevano contratto a tempo indeterminato, soprattutto nel commercio, come ad esempio le commesse, e nella ristorazione, al momento non hanno avuto alcun aiuto, e, pur essendo in realtà degli stagionali, gli è stata negata l’opportunità di accedere all’indennizzo delle 600 euro. In una situazione del genere, bisognerebbe aiutare tutti i settori e non soltanto alcuni. Non è corretto penalizzare alcuni lavoratori e creare delle disparità di trattamento”.

Senza turisti stranieri. “L’amara verità è che la stagione non parte e non sappiamo se tutto rimarrà bloccato e rimandato al 2021. Anche chi riaprirà non assumerà gli organici degli anni precedenti – continua il sindacato -, quindi ci sarà un calo considerevole dei livelli occupazionali, con una netta flessione che toccherà il 70%, forse anche l’80%. I turisti stranieri non arriveranno e senza quell’85% di presenze, rimane ben poco a Taormina come del resto nelle altre località turistiche della provincia e della Sicilia. Gli hotel hanno dei costi ingenti e senza clientela è difficile immaginare che possano riaprire, e ciò si riflette sul commercio.

“A rischio povertà. “A fronte di livelli occupazionali che saranno del 20% o del 30%, si rischia la povertà per migliaia di lavoratori e le loro famiglie, già da dicembre o gennaio senza un’indennità (da quando hanno terminato di percepire la Naspi) e ora senza lavoro e impossibilitati a maturare i requisiti poi per la Naspi per i mesi invernali. Le 600 euro non risolvono, quindi, nessun problema. Alle Isole Eolie, addirittura, la Naspi è terminata a novembre e i lavoratori stagionali non hanno più nulla da 6 mesi. Come si può sopravvivere in queste condizioni? Così è molto peggio dell’11 settembre, è un vero e proprio dopoguerra”.

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