il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca

“Il fatturato perso in questi mesi è un fatturato che non si potrà più recuperare e se non ci sarà un protocollo bollinato del governo, l’input che stiamo dando è quello di non aprire perché a fronte dei protocolli sanitari fatti da singole imprese è troppo rischioso trovarsi un domani dinnanzi a contenziosi con dipendenti o clienti che sostengono di aver preso il Coronavirus all’interno dei nostri alberghi. Non vogliamo aprire trasformando gli alberghi in ospedali e, a quel punto, preferiamo non aprire. Il cliente che va in vacanza in estate non può trovarsi in una sala operatoria”. Lo ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.

Decreto senza significato. Bocca nelle scorse ore è intervenuto in videoconferenza con il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni per un confronto organizzato da FdI con le principali associazioni di categoria e confederazioni nazionali di industria, agricoltura, artigianato, commercio e servizi. “Se non c’è una garanzia al 100% dello Stato – ha aggiunto Bocca – il decreto liquidità è totalmente privo di significato perché noi abbiamo bisogno di soldi oggi. E se gli alberghi dovessero prendere dei soldi, questi comunque serviranno per pagare le tasse. Insomma, quello che lo Stato dà con la mano destra se lo riprende con la mano sinistra”.

Compensare le perdite. Bocca ha apprezzato le proposte di Meloni: “Sarebbe importante riuscire a fare una compensazione tra le perdite del 2020, che noi stimiamo intorno al 70% del fatturato, e gli utili del 2019 rinviando quindi al 2021 i pagamenti”.

Hotel non sono cliniche. “Gli alberghi non sono stati chiusi in virtù di un Dpcm, il 95% delle strutture ha chiuso per l’oggettiva mancanza ed impossibilità dei clienti di raggiungere le strutture. Gli alberghi stagionali vivono una fase di estrema difficoltà e non vorremmo che ci venga calato dall’alto un protocollo che rende impossibile l’operatività all’interno di una struttura. Noi siamo alberghi dove la gente a luglio e agosto viene in vacanza, quindi non possiamo pensare di trasformare gli hotel in delle cliniche”.

Prezzi abbordabili.”Fermo restando il distanziamento e tutte le normative sanitarie, noi stiamo cercando di mettere in piedi un protocollo sanitario e di sicurezza da proporre al Governo, e così discutere tra politica e mondo delle imprese di un qualcosa che dia le giuste condizioni di fruibilità al cliente che viene qui in vacanza. Siamo consapevoli che sarà un’estate all’insegna del turismo italiani, si stanno predisponendo pacchetti ed offerte a prezzi abbordabili per tutti ed in particolare il mercato italiano, con una grande flessibilità sulle prenotazioni e senza penali sulle cancellazioni. L’invito che faccio agli italiani è quello di restare in Italia e fare qui, se possibile, le loro vacanze”.

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