il Teatro Antico di Taormina

Taormina. L’emergenza Coronavirus e gli effetti devastanti della pandemia hanno stoppato a Taormina quello che poteva essere, e anzi molto probabilmente sarebbe stato, un anno da record per il turismo nella capitale del turismo siciliano. Lo ha confermato il sindaco Mario Bolognari in un’intervista a BlogTaormina.

Avvio esaltante. “Certamente c’è rammarico se si pensa che Taormina aveva aperto il 2020 in modo straordinario, con un 31% in più di presenze a gennaio ed un +18% a febbraio. Nei primi 70 giorni dell’anno c’erano state mille presenze in più rispetto all’anno precedente. Ricordiamo che Taormina aveva fatto registrare Un milione e 150 mila presenze nel 2019, un record storico per la città. Le premesse di questo 2020 erano, dunque, ampiamente positive e lasciavano ben sperare nella possibilità di ripetere quei numeri straordinari”, ha dichiarato il sindaco.

L’arrivo dell’incubo. In particolare nei primi mesi del 2020 Taormina era stata letteralmente presa d’assalto dai turisti provenienti dalla Cina, anche in virtù del forte eco determinato dal reality show “Chinese Restaurant”, visto in Cina da diversi milioni di persone. Poi il brusco risveglio che nessuno avrebbe mai immaginato e l’arrivo dell’incubo. L’improvviso manifestarsi del Covid19 in Italia e l’espansione dell’epidemia in tutto il mondo hanno così frustrato e vanificato le legittime aspettative della Perla dello Ionio, che si era avviata verso un anno esaltante per il turismo e per l’economia locale. Un anno che invece è diventato drammatico e che ha riportato le lancette del tempo, per molti versi, a quello che sembra essere sinora un “dopoguerra”, con il mondo che attende di capire quando e in che modo si potrà ripartire, nell’amara certezza che dopo questo tsunami sanitario, economico e sociale l’estate 2020 è finita prima ancora di iniziare.

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