Teresa Bellanova

“Nessun prodotto deve essere lasciato a terra. Per questo sono necessarie soluzioni strutturali, coraggiose e incisive. È urgente mappare i fabbisogni di lavoro agricolo, incrociare domanda e offerta di lavoro in modo trasparente, debellare pratiche sleali e caporalato. Garantiamo a tutti i lavoratori di vivere nella legalità, di non essere sottopagati o sfruttati, vittime della criminalità. Era un obiettivo prima del coronavirus, lo è a maggior ragione adesso”. Lo ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.

L’ora delle riaperture. “Dopo quasi un mese di stop, è il momento di pensare alle riaperture. Ne va del nostro futuro, perché alla crisi sanitaria rischia di sommarsi una crisi economica senza precedenti. Dobbiamo ripartire e dobbiamo poterlo fare in sicurezza, assicurando dispositivi di protezione adeguati e definendo misure capaci di tutelare la salute di tutti i cittadini”.

Lavoratori da regolarizzare. “I dati parlano di circa 600 mila lavoratori irregolari che vivono in insediamenti informali, sottopagati e sfruttati dai caporali. Sono invisibili ai più ma contribuiscono di fatto a raccogliere i tanti prodotti dalle campagne che arrivano sulle nostre tavole. Oggi la loro situazione è ancora più complicata e fragile, sono ancora più esposti a rischio sanitario e fame. Siamo chiamati a compiere una scelta: o lo Stato si farà carico della vita di queste persone oppure sarà la criminalità a sfruttarla. Mettendo così in difficoltà le tante imprese oneste costrette ad affrontare la concorrenza sleale provocata da lavoro nero, sfruttamento e criminalità”.

Salvare la filiera della vita. “C’è bisogno di un grande impegno per salvaguardare l’agricoltura, la filiera della vita. A partire dalla mancanza di manodopera agricola. Per rispondere a questa carenza la soluzione è garantire lavoro regolare, per eliminare il lavoro nero e fermare la criminalità. Vale per tutti. Per questo è necessario l’incrocio trasparente tra domanda e offerta e una Piattaforma di iscrizione, da realizzare rapidamente, dei potenziali lavoratori agricoli”.

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