Daniele Andronaco

Taormina. “Il dibattito sulla “fase 2″ non può non tenere conto della situazione economica e delle ulteriori misure di protezione anti-Covid19 che verranno disposte dal Governo anche per i prossimi mesi e rappresenteranno una limitazione per la vita di tutti i giorni e quindi anche per le attività”. Il monito arriva dal direttore provinciale di Confesercenti Messina, Daniele Andronaco che così analizza la situazione su quello che potrà essere lo scenario a Taormina nei prossimi mesi.

Numeri e fattori penalizzanti. “In questi giorni stiamo assistendo già ad un confronto, seppure a distanza, tra chi ritiene che si debba riaprire già quest’estate e chi ritiene, invece, che tutto debba essere visto in ottica 2021 – afferma Andronaco -. Il ragionamento va fatto sulla base dei numeri. Gli operatori economici hanno delle spese da sostenere, costi non indifferenti tra i quali anche i canoni di locazione e nei prossimi mesi andremo incontro ai vincoli normativi sul distanziamento sociale. E’ evidente che si tratta di fattori penalizzanti, di cui non possiamo non tenere conto e di fronte ai quali non possiamo lasciarci prendere dalla frenesia del riaprire tanto per riaprire. Immaginiamo chi ha un’attività di ristorazione in un locale di 40 mq e dovrebbe garantire il distanziamento, senza poter utilizzare la metà dei già pochi tavoli di cui dispone: in questi casi diventa impossibile poter lavorare. Sin qui alle imprese e ai cittadini non è ancora arrivato un euro, anche se gli aiuti dovrebbe cominciare ad arrivare da qui a breve”.

Lo scenario. Andronaco traccia la prospettiva: “Bisogna sedersi ad un tavolo e programmare il futuro. Priorità alla salute ma è necessario avviare un confronto e trovare delle soluzioni o andremo incontro a uno sterminio delle piccole attività. L’obiettivo più realistico per tornare a fare turismo è la Pasqua 2021. Dobbiamo fare i conti con la situazione che oggi non consente la ripartenza. Nel settore alberghiero le attività hanno costi d’azienda importanti da sostenere, in questa fase tutto è fermo e non c’è clientela e quindi gli hotel in molti casi non riapriranno. E non possiamo nemmeno chiedere a tutti i ristoranti di riaprire sapendo che ad oggi dovrebbero separare i clienti con una lastra, o avviare i lidi balneari chiudendo le persone nei box di plexiglas. Ciò significa andare incontro a dei costi aggiuntivi in un’estate in cui dall’estero non arriverà nessuno e forse potrà esserci soltanto il turismo di prossimità”.

Blocco dei tributi. “A Taormina, come nelle altre realtà che vivono di turismo – evidenzia Andronaco – c’è bisogno, intanto, di uno stop ai tributi sino al 31 dicembre 2020. Dopo la nostra iniziativa è arrivata la sospensione da parte del Comune sino al 30 giugno e questo è un primo passo: ora, d’intesa con lo Stato, occorre fare di più, per mettere gli operatori economici nelle condizioni di programmare la ripartenza. Nel contesto dei tributi locali, riteniamo che vada anche rivisto il costo che viene applicato in bolletta sulla tassa per i rifiuti, che è fatto di una parte fissa ma anche di una variabile: quest’ultima va rimodulata. Se in questi mesi la gente non ha lavorato, non è giusto che poi debba pagare senza aver prodotto rifiuti”.

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