Gianluigi Paragone

Il parlamentare, ex Cinque Stelle, Gianluigi Paragone torna all’attacco della possibile adesione dell’Italia al Mes. “Ufficialmente accantonato da Giuseppe Conte, in realtà sempre dietro l’angolo, pronto a fare capolino durante le trattative che vedono l’Italia impegnata a elemosinare un po’ della proverbiale solidarietà europea. Il Mes è così, nascosto ma pronto a tornare di strettissima attualità alla prima occasione utile. Anche perché c’è una grossa fetta del governo che continua a insistere sulla necessità di ricorrere al meccanismo per trovare risorse utili ad affrontare la crisi economica, per nulla preoccupa delle condizioni che Bruxelles potrà a quel punto dettare allo Stivale negli anni a venire”, afferma Paragone.

Gli ultras del Fondo Salva-Stati. “Lo ha chiarito in maniera netta, nelle scorse ore, l’ex premier Matteo Renzi, che ospite della trasmissione su Rete 4 Quarta Repubblica ha affermato: “So di essere controcorrente, ma dico meno male che c’è l’Europa. Il premier Conte che combatte per gli eurobond fa una battaglia sacrosanta che tutti noi sosteniamo. Ma il punto è perché dobbiamo essere contro questo Mes che è senza condizionalità? Grazie a Gualtieri e Gentiloni abbiamo un Mes senza condizionalità. Io se avessi la possibilità di 37 miliardi di euro per la salute li prenderei. Se non li prendiamo noi, li prendono altri. Un invito esplicito, quello dell’ex premier al suo successore, arrivato praticamente a ridosso le parole di un’altra vecchia conoscenza di Palazzo Chigi e del Partito Democratico, Romano Prodi. “Adesso che il Mes non è più condizionato, non capisco più il mio Paese. Io sarei per usarlo” è stata la risposta data a una domanda in merito arrivata nel corso di un dialogo in diretta Instagram organizzato dalla Bologna Business School. Prodi ha poi ricordato che “il Mes è uno strumento nato con condizionamenti, era un modo per intervenire nei Paesi in crisi, come dire ti do i soldi ma sei in libertà vigilata. Giustamente l’Italia ha detto basta, questo non lo voglio”.

Partito del Mes. “Insomma, mentre Conte sembra essersi finalmente convinto della necessità di evitare il ricorso a strumento che rischia di trasformarsi, nonostante le garanzie, in un mezzo di controllo da parte di Bruxelles sui nostri conti, il Pd insiste nel tentare di convincere il premier del contrario. Un partito, quello del Mes, che continua a far registrare adesioni col passare dei giorni. E che continua ad avere un peso non indifferente”.

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