Mario Bevacqua, presidente emerito di Uftaa

Taormina. “L’obiettivo per tutti e anche per Taormina dev’essere la primavera 2021. Bisogna essere realisti e non farsi illusioni sui prossimi mesi. Il turismo, i trasporti e il mondo sono fermi. Non ci sono le condizioni per fare turismo quest’anno”. Il monito arriva dal presidente emerito dell’Uftaa (la Federazione Mondiale degli Agenti di Viaggio), Mario Bevacqua, che così frena i facili entusiasmi di chi già guarda alla fine del lockdown e immagina la ripartenza del turismo.

Diseconomia post-Covid19. “In questo momento il settore dei trasporti è in tilt, siamo isolati e anche coloro che potrebbero avere la buona volontà di venire a fare le vacanze qui, sono impediti materialmente a poterlo fare – afferma Bevacqua -. Taormina è una delle capitali italiane ed internazionali del turismo ma non fa eccezione e deve adeguarsi alle logiche di questa paralisi senza precedenti e ad uno scenario che è drammatico. Attenzione, perché se le misure anti-contagio rimangono quelle di cui si parla, significa che prima arrivavano 300 persone in aereo e ora ne potranno arrivare 100, i bus che prima trasportavano 50 persone ora ne potrebbero muovere forse 15, e immaginiamoci un tour per la città, per l’isola o un’escursione con sole 15 persone. Ciò vuole dire forte diseconomia per il settore, forte contrazione dei flussi e dei guadagni e anche un aumento dei costi per il servizio. L’idea dei 2 pernottamenti su 5 gratis non basta e di fronte a tutto questo è inefficace. Tutti abbiamo la buona volontà di ripartire ma c’è una difficoltà enorme e oggettiva. Come si può andare così in un lido? E in un ristorante o in albergo?”.

L’iniziativa degli alberghi. “In questo momento e con queste disposizioni i grandi alberghi non possono riaprire – evidenzia Bevacqua -, una riapertura di un hotel esige costi enormi, vanno fatti dei lavori e va assunto il personale, e il tutto a fronte di cancellazioni costanti delle prenotazioni, a medio e lungo termine. Così si rischia di aggravare la situazione e non si può pretendere che un albergo riapra al buio, spingendolo al rischio di fallimento, con ricadute negative sull’impresa ma anche sui lavoratori e sul territorio. Semmai, va detto che diversi albergatori sono stati lungimiranti, perché anziché rimborsare l’acconto di chi aveva prenotato il soggiorno qui questa estate, hanno proposto alla clientela se vogliono confermare il loro deposito e farlo valere per il 2021 e c’è chi sta rispondendo con entusiasmo a questa iniziativa. Così si dà tranquillità al cliente: è una lunghissima prenotazione ma in questo modo si fidelizza il turista”.

Un salto nel buio. “A Taormina l’85% dei flussi è un turismo straniero e quei flussi non ci saranno – spiega Bevacqua – ma anche quel 15% di turismo italiano o persino di prossimità oggi soffre. Noi speriamo che almeno con quello si possa lavorare ma non ci sono certezze, tanto più se rimangono queste limitazioni. Se non cambia lo scenario, la gente non andrà da nessuna parte e aprire significare fare un salto nel buio. Anche convegni e congressi sono fermi. Se anche il presidente della Commissione Ue dice che non bisogna prenotare le vacanze, significa che tutto rimane fermo e non bisogna illudersi o prendere in giro la gente. Forse nel 2020 chi aprirà potrà recuperare il 20%, bene che vada. E allora è più sensato cercare di rimettere a posto ed essere pronti per la primavera 2021. Taormina d’inverno può puntare a diventare una meta da promuovere come “centro benessere”, se nel frattempo si aprono le frontiere e può essere una soluzione per tenere Taormina sul mercato, si possono coinvolgere i B&B che non devono sostenere i costi pesanti degli alberghi, ma anche qui serve programmazione. Non si può rischiare, allora meglio concentrarsi su una grande riapertura nella primavera 2021″.

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