Buona Pasqua 2020

Lettori e lettrici di BlogTaormina è arrivata la Santa Pasqua 2020 e nessuno di noi avrebbe mai immaginato che saremmo stati costretti a trascorrerla chiusi in casa per difenderci da una pandemia. Mai come stavolta la vita ci ha mostrato il volto spietato della sua imprevedibilità, l’equilibrio di cristallo del mondo che ci circonda ma soprattutto ci ha insegnato che la Natura è più furba di quello che l’uomo crede e sa essere crudele. La realtà è il modo in cui le cose sono realmente, non il modo in cui vorremmo noi che fossero.

Coronavirus, una pandemia bastarda, in Italia ha spezzato la vita di quasi 20 mila persone e sta mettendo in ginocchio il mondo intero. In poche settimane se ne sono andati tanti anziani, una generazione intera che ha dato tanto e ancor di più ci ha insegnato ed è a loro che va rivolto il pensiero più profondo in questa Pasqua di quarantena. Sarà difficile ripartire, sarà come riprendere la vita dopo una guerra, forse un pò come fu ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, anche se i nostri nonni a quel dramma lo hanno vissuto da soldati e non come noi sul divano di casa. Non è ancora finita l’emergenza sanitaria e l’attenzione si è già spostata sulla crisi economica, incubo globale di un massacro sociale che rischia di fare più vittime del Covid-19. Dovremo fare i conti con una tosta realtà ma ci sarà tempo e modo di parlarne.

Nel frattempo queste settimane di lotta al virus ci lasciano in eredità la consapevolezza che il Coronavirus ha fatto scempio di vite ma, a suo modo, è riuscito anche a portarsi via vecchi stereotipi ancestrali e un luogo comune su tutti: il Sud e la Sicilia sono un grande popolo che non è inferiore a nessuno. Noi lo abbiamo sempre saputo, ma queste settimane – lasciatecelo dire senza offesa per nessuno – hanno dimostrato che, se mai un’Italia esiste davvero, l’eccellenza siamo noi e il miracolo si sta compiendo qui. Un capolavoro a dispetto del solito copione di un’altra sfida da vivere contro tutto e tutti. 

Sembrava già scritto nel libro del destino che il Coronavirus sarebbe stata l’apocalisse del Sud, doveva essere un’ecatombe e qualcuno poi ha spinto più di 100 mila meridionali a lasciare il Nord e ha agitato il vessillo della paura per far rientrare con ogni mezzo le persone nelle loro regioni d’origine al Meridione. Siamo rimasti soli e senza aiuti, ad un passo dall’inferno e per molti senza una via di scampo, eppure ce la stiamo facendo. Nel racconto di questo incubo, quasi uscito da un film di fantascienza, un giorno, rovistando nella soffitta della memoria, potremo e dovremo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti il dramma di ciò che è stato ma anche una piccola grande pagina di resistenza. Quella della nostra gente, che sull’orlo del baratro e con la morte a bussare alla porta, si è organizzata e, pur tra mille difficoltà, si è chiusa in casa, affrontando il nemico – al di là di pochi scellerati – con un rispetto esemplare delle regole. E poi ci sono loro, medici e infermieri che stanno combattendo a mani nude, da eroi silenziosi che non si sono arresi nemmeno di fronte a una sanità stuprata dalla burocrazia. Senza dimenticare le forze di polizia che stanno presidiando il territorio e intanto hanno persino portato da mangiare a chi non aveva più un pezzo di pane. Quella che stiamo vivendo è una straordinaria prova collettiva di senso del sacrificio, che si consegnerà di diritto alla storia. Nemmeno l’onda d’urto dello sconsiderato sbarco nello Stretto dei 100 mila “nostalgici” ha rovesciato il corso delle cose. Diranno che ci sta salvando il clima o che ci sia la mano dei santi, ma la verità è che noi terroni lo sappiamo bene cosa significare saper soffrire e questa sfida si sta rivelando una prova da manuale di resistenza che smentisce smacchia l’etichetta di chi ci ha definiti e considerati “figli di un Dio minore”. Quel Dio che, invece, non ci ha abbandonato ed è con noi in questo calvario. 

Questa Pasqua di sofferenza è una lezione di coraggio che dev’essere motivo di orgoglio e deve incitarci a guardare al futuro con la speranza e la consapevolezza che il grande esercizio di volontà di oggi può diventare la premessa per fare bene domani. La guerra non è ancora finita e la strada è lunga, ci saranno altre battaglie ma la prima battaglia i meridionali, i siciliani e anche la nostra Taormina la stanno vincendo a testa alta. Ora bisogna continuare così, ci attendono altri giorni complicati ma possiamo farcela.

Rimaniamo ancora in casa e proteggiamo i nostri affetti e i nostri bambini. La luce vince sempre sul buio, insieme sconfiggeremo le tenebre. Celebriamo con fiducia la resurrezione, in attesa di riprenderci la libertà. Santa Pasqua a tutti voi.

Auguri dal direttore di BlogTaormina, Emanuele Cammaroto e dal nostro editore Italo Mennella

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