Corso Umberto di Taormina

Taormina. “Non sappiamo ancora quando terminerà l’emergenza sanitaria ma in questo momento bisogna essere realisti e dire che non ci sono le condizioni per riaprire le attività economiche già in questa stagione. Non si può pensare che tutto si potrà recuperare da un giorno all’altro, e non abbiamo intenzione di aggravare la drammatica condizione in cui già ci troviamo. Il turismo è programmazione, non improvvisazione. Si corre il serio rischio di una riapertura al buio, senza alcuna prospettiva”. Il monito arriva dall’Associazione Imprenditori per Taormina (Aipt), che attraverso un intervento del presidente Carmelo Pintaudi non fa mistero della preoccupazione per quello che potrà essere lo scenario post-Covid19, quando si decreterà chiusa la quarantena e si avrà la progressiva opportunità di far riaprire le attività economiche.

“Taormina è un caso a parte”. “La considerazione che noi vorremmo fare in premessa – spiega Pintaudi – è che Taormina è un caso a parte, e lo diciamo con il dovuto rispetto per tutti ma con la consapevolezza di un territorio e un’industria turistica che si differenziano da tante altre località. Noi siamo una città ad altissima vocazione turistica e l’85% dei nostri flussi ricettivi è dovuto al turismo straniero. Abbiamo un mercato di livello internazionale che quest’anno non ci sarà e senza il quale cosa rimane? Il 15% che è fatto di turismo nazionale o persino di prossimità. Bisogna rendersi conto, quindi, che non ci si può far prendere subito dalla frenesia del “riaprire tanto per riaprire”, altrimenti peggioreremo e aggraveremo le cose. Stiamo ragionando e valutando tutto e intendiamo anche sottoporre il problema all’attenzione delle deputazioni regionali e nazionali”.

La premessa essenziale. “Non si può ripartire senza alcuna agevolazione e non basta che siano stati sospesi i tributi sino al 30 giugno dal Comune – evidenzia Pintaudi -. Bisogna andare oltre e fare di più e solo se si entra nell’ordine di idee di fare questo ragionamento, si può pensare di reagire alla crisi. E’ necessario bloccare tutti i pagamenti sino a tutto il 2020 e sino alla riapertura della stagione 2021 o si rischia di andare incontro ad un indebitamento ulteriore, a una debacle totale e al fallimento di tante piccole imprese che sono già sull’orlo del baratro. Bloccare le tasse ma anche gli affitti e gli oneri previdenziali e contributivi sui nuovi assunti, che ora più che mai un costo insostenibile e un ostacolo insormontabile per gli operatori economici. Purtroppo questa crisi è un trauma che si ripercuoterà su tutti noi imprenditori, commercianti ed albergatori. Ecco perché c’è la necessità di una sospensione totale della tassazione, nella quale lo Stato e la Regione ma anche il Comune devono fare ciascuno la propria parte. Gli oneri sociali vanno bloccati: questa stagione è già andata, sara un momento per analizzare la situazione e programmare come poter uscire dalla crisi. Non ha alcun senso aprire senza clientela. Taormina ha tutte le potenzialità per rialzarsi, ma ha la sua identità come altre mete turistiche come Capri, Ischia e Portofino, e andrà tutelata e aiutata. La premessa a ogni discorso è la detassazione completa almeno sino al 2021”.

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