il premier Giuseppe Conte

“Io ho una sola parola: la mia posizione e quella del Governo sul Mes non è mai cambiata e mai cambierà”. Lo afferma il premier italiano Giuseppe Conte su all’indomani dell’accordo raggiunto dall’Eurogruppo. “Più tardi in conferenza stampa vi aggiornerò su questo e su altre importanti questioni che riguardano il nostro Paese. A più tardi”, conclude Conte.

L’Esecutivo difende il Mes. “Sul Mes è stata eliminata ogni condizionalità, si è introdotto uno strumento facoltativo, una linea di liquidità fino al 2% del pil, che può essere attivato senza condizione”, ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. “Non chiediamo la mutualizzazione del debito passato, ma che le risorse necessarie per la sfida contro il virus siano risorse comuni. Più saranno tante, più saremo forti per superare la crisi e far ripartire l’economia”, ha aggiunto. “La posizione che coraggiosamente l’Italia sta sostenendo credo che prevarrà, già sta prevalendo”, ha detto il ministro parlando dei fondi Bei e di Shure “che si finanziano emettendo titoli”. “Noi crediamo che a livello europeo servano 1.500 miliardi complessivamente”, ha aggiunto il ministro dell’Economia. Al momento tre dei quattro strumenti messi in campo movimentano 500 miliardi, ha detto, “noi crediamo serva almeno un trilione, un trilione e mezzo (1.000, 1.500 miliardi riferendosi a trillion, ndr), alimentato con titoli comuni”.

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