Cateno De Luca

Il Consiglio di Stato stoppa l’ordinanza del sindaco di Messina, Cateno De Luca, sull’attraversamento dello Stretto con una banca dati e una preventiva prenotazione ma la replica del sindaco metropolitano non si fa attendere: “L’ordinanza “Si passa a condizione” è valida e resta in vigore. La Ministra Lamorgese ha avviato le procedure per fare fuori il sindaco De Luca ma è lei che deve dimettersi. Stanno tentanto di uccidere i sindaci, la mia persona e la democrazia. Ma io non mi fermo nemmeno davanti a questa pistolettata. Valuterò tutte la azioni che si possono intraprendere e i nostri giuristi si attiveranno subito per accertare lo stato delle cose e di questa gravissima vicenda”.

“Cecchinaggio”. “Il Ministro non pensa, sta agendo con la supponenza di Stato. Anzi eviti di pensare perché se il risultato è questo ucciderà noi sindaci e la democrazia. Io sono stato eletto dai cittadini, lei no. Lei rappresenta il frutto della peggiore democrazia ed è lì ad esercitare un ruolo che richiede equilibrio e non cecchinaggio verso chi non la pensa come lei”, ha detto De Luca. “Vogliono bloccarci e metterci il bavaglio ma il nostro sistema di controllo, attraverso la registrazione preventiva, è un modo scientifico per avere il controllo degli ingressi. Così che non è riuscita a fare lo Stato e nemmeno la Regione Siciliana. Per uccidere il sindaco di Messina non basta il parere del Consiglio di Stato ma è necessario che si riunisca il Consiglio dei Ministri per deliberare l’annullamento dell’ordinanza del sindaco De Luca. E non basta qui: la delibera del CdM deve, a sua volta, essere recepita da un provvedimento del Capo dello Stato, va pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e dopo quella pubblicazione entra in vigore. Sino a quel momento l’ordinanza rimane, non la revoca. Tanto più di fronte a questa intimidazione. Che dichiarino inefficace questa ordinanza, con una procedura che pare sarà adottata per la prima volta in Italia, in piena emergenza Coronavirus”.

La Renault 4 scorazza. “Il Ministro Lamorgese si dimetta, se ancora se le è rimasto un minimo di pudore – conclude De Luca -. Io difendo la Sicilia e i siciliani, la salute e la vita delle nostre comunità, non mi piego e non abbasso la testa davanti ai santuari che rappresentano la supponenza di Stato. Intanto la Renault 4 continua a scorazzare per la Sicilia, mentre i siciliani sono murati in casa a lottare contro il virus”.

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