Salvo Cilona, consigliere di opposizione

Taormina. Asm diffida e mette in mora il Comune di Taormina per ottenere Un milione 795 mila euro vantati nell’ambito del “dare-avere” per servizi resi alla casa municipale, e sulla vicenda arriva una dura presa di posizione dell’opposizione che chiede all’Amministrazione di rimuovere l’attuale liquidatore Antonio Fiumefreddo.

Iniziativa sconcertante. “Siamo a dir poco sconcertati dall’iniziativa assunta dal liquidatore di Asm nei confronti del Comune di Taormina – spiega il consigliere Salvo Cilona -. Non si può far altro che rimanere senza parole alla notizia di un atto di diffida e messa in mora del Comune mentre la città, la Sicilia, l’Italia e il mondo intero sono in ginocchio per un’emergenza sanitaria, e quindi economica, senza precedenti. Ciò nonostante, il liquidatore dà priorità ad un’istanza per ottenere quasi Un milione e 800 mila euro da un Comune che è a rischio default per la grave crisi internazionale, e lo fa per raggiungere gli obiettivi della liquidazione di Asm. Una fuoriuscita dalla liquidazione che, per altro, cosa non potrà avvenire a breve e, alla luce anche delle dinamiche attuali, chissà quando potrà concretizzarsi. Il sindaco e la Giunta sono, comprensibilmente, impegnati in questi giorni nel gestire la problematica del Coronavirus, il Consiglio comunale non può riunirsi e non può operare, anche per motivi di sicurezza. I funzionari del Comune stanno lavorando da remoto ma non possono affrontare il problema in queste condizioni. Ma tutto ciò non ha condizionato l’azione del liquidatore di Asm”.

Ingiunzione non eseguibile. “Non si riesce a comprendere – continua Cilona – come sia possibile che il liquidatore non si renda conto di quello che sta accadendo, probabilmente la sua non frequente presenza in azienda non gli consente di avere piena e reale contezza di quale sia l’effettiva situazione economica e finanziaria del Comune di Taormina e di Asm. Quindi tale azione è fuori luogo, fuori contesto e non ha alcun senso. E va detto che non è possibile nemmeno fare nessuna ingiunzione per recuperare le somme poiché il Comune è in fase di predissesto, con una procedura di riequilibrio in corso. Inoltre, nelle asseverazioni tra Comune e Asm e i rispettivi revisori non si sono mai espressi sulla fattibilità del dare-avere e questa impossibilità di determinarsi, allo stato attuale, viene evidenziata anche dalla Corte dei Conti”.

Revocare l’incarico. “Il Consiglio comunale – conclude Cilona – dovrà prendere atto di questi fatti e alla prima seduta utile, in cui si potrà tornare in aula, dovrà assumere le opportune determinazioni, procedendo alla revoca dell’attuale liquidatore, il cui mandato oltretutto di 8 mesi sta per scadere. Il liquidatore è stato bravissimo nelle procedure di conferimento di incarichi esterni ad alcuni legali incaricati di assistere l’Asm nelle procedure di fuoriuscita della liquidazione ma quell’incarico era stato dato dal Consiglio comunale, anzi dalla maggioranza consiliare, proprio al liquidatore Fiumefreddo e non ad altri. Non vorremmo che in assenza di quel pagamento da Un milione 795 mila euro che il Comune non può fare, venga ora anche conferito un incarico ad un legale per recuperare le somme dovute ad Asm”.

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