Palazzo dei Giurati, sede del Municipio di Taormina

Taormina. L’Asm Taormina diffida e mette in mora il Comune per il mancato versamento delle somme riguardanti l’atavica questione del “dare-avere” e arriva la contromossa della casa municipale all’atto inviato dal liquidatore che chiede il versamento immediato di Un milione e 795 mila euro in riferimento alla verifica del rapporto tra crediti e debiti sino all’anno 2017. A breve distanza dalla nota dell’avvocato Antonio Fiumefreddo, infatti, fa seguito adesso una presa di posizione del segretario generale del Comune, Nino Bartolotta che ha chiesto agli uffici comunali di verificare la situazione per accertare la fondatezza di quanto richiesto da Fiumefreddo.

La risposta. “Facendo seguito alla lettera del liquidatore di Asm in merito al rapporto contrattuale tra questo Comune e l’Azienda Servizi Municipalizzati – afferma Bartolotta -, con la quale il liquidatore chiede il pagamento di Un milione e 795 mila euro, oltre ad interessi al tasso dovuto per legge, per i servizi pubblici locali, a vario titolo resi all’ente, fino all’anno 2017, si invitano i responsabili delle aree interessate, per quanto di rispettiva competenza, a fornire adeguato riscontro con l’urgenza del caso”. Questo è quanto richiesto da Bartolotta al responsabile incaricato per i rapporti con le Partecipate, Leo Mangano. La nota è stata anche indirizzata per conoscenza al sindaco Mario Bolognari e al presidente del Consiglio comunale, Lucia Gaberscek, oltre che all’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro.

Mossa discutibile. La casa municipale vuole, dunque, verificare lo stato effettivo dei conti e se quanto richiesto dall’Asm è legittimo. Ma, in ogni caso, la mossa del liquidatore evidentemente non è stata gradita dai vertici di Palazzo dei Giurati e avrebbe già suscitato il malumore da parte dell’Amministrazione anche per i tempi nei quali è arrivata tale comunicazione. In piena emergenza sanitaria, mentre l’attività amministrativa è paralizzata dalle comprensibili difficoltà del momento, il commissario incaricato della municipalizzata, scelto lo scorso anno proprio dalla coalizione di governo e nominato il 29 agosto scorso dal Consiglio comunale, ha deciso di diffidare e mettere in mora il Comune di Taormina.

Ultimatum. Lo stesso, tra l’altro, nella comunicazione inviata al Comune ha anche precisato che “in difetto di pagamento nel termine di 8 giorni”, l’azienda sarà “costretta ad adire all’Autorità Giudiziaria per ogni necessaria e opportuna statuizione”, inoltre “riservandosi di quantificare e richiedere le somme dovute per gli anni successivi e cioè 2018 e 2019 e per l’anno in corso” ed anche chiesto il pagamento della “somma di 53 mila euro per lavori straordinari sugli impianti di pubblica illuminazione”.

Conferma a rischio. La mossa di Fiumefreddo, insomma, viene vista a Palazzo dei Giurati come “una forzatura”, visto il momento, e a questo punto potrebbe decisamente allontanare l’attuale reggente dalla conferma al vertice della municipalizzata. Fiumefreddo, ricordiamo, venne incaricato con un mandato di 8 mesi il 29 agosto scorso e poi si è insediato il 1 ottobre, quindi a maggio si completerebbe il suo incarico, mentre Asm è ancora lontana dalla fuoriuscita dalla liquidazione e con l’opposizione che ha già chiesto la sua audizione in Consiglio comunale, in una seduta urgente da svolgere non appena sarà possibile, contestando alcuni incarichi esterni conferiti per la nomina di legali ai quali è stato affidato il compito di affiancare Asm nelle procedure di chiusura della liquidazione.

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