Gianluigi Paragone

“La banca tedesca Commerzbank invita i clienti ad abbandonare la nave italiana prima che affondi. Sarebbe questo il concetto di “Unione”? A porre l’interrogativo è il parlamentare, ex cinque stelle, Gianluigi Paragone.

Mollano il nostro Paese. “Secondo Commerzbank, il rapporto debito-pil sfiorerà il 150% nel 2020 per poi scendere al 145% nel 2022 grazie al rimbalzo del Pil. Questo, per, “potrebbe non bastare a prevenire un downgrade a junk”. È quanto emerge da una nota diffusa da Michael Leister, responsabile Strategia tassi dell’istituto tedesco. La banca ha un’esposizione per circa 9,5 miliardi di euro sui titoli sovrani italiani ma ha evidentemente deciso di mollare il nostro Paese, convinta che stia andando incontro a un disastro sul fronte economico”.

Il fronte dei rigoristi. “Vero è che i report realizzati per i clienti, come nel caso di queste note, spesso si spingono sul terreno delle previsioni azzardate. Ma quando si parla di Germania, in un momento già delicato che vede l’Europa impegnata in un serrato negoziato per trovare strumenti comuni utili per aiutare i Paesi più colpiti dal virus, tutto assume un’altra luce. Parliamo, infatti, della stessa Germania che guida il fronte dei rigoristi, quelli per niente disposti a condividere con l’Italia i suoi rischi e pronti a concedere aiuti soltanto a condizioni ben precise”.

Danni per lo Stivale. “Il clima si fa ancora più rovente, in attesa dell’Eurogruppo fissato per il prossimo 7 aprile dove Bruxelles presenterà il suo piano comune per affrontare l’emergenza. La stessa Bruxelles dove, però, a fare la voce grossa sono sempre i soliti: Germania, Austria, Olanda. Quelli che vedono nel Mes uno strumento più che sufficiente per superare la crisi, che fanno muro sugli aiuti all’Italia e che ora, a quanto pare, lasciano tranquillamente che una delle loro banche principali ci attacchi direttamente, invitando a vendere i nostri titoli di Stato. Una notizia che, per l’impatto, può provocare ulteriori danni economici, seri, allo Stivale. Una conseguenza della quale, però, dalle parti di Berlino sembrano totalmente infischiarsene”.

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