Cateno De Luca

“Ormai è guerra, ci siamo organizzati. Ora basta, abbiamo diffidato il Governo”. Il monito arriva dal sindaco di Messina, Cateno De Luca, che così rilancia la polemica con il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese sugli sbarchi in Sicilia e i mancati controlli nello Stretto di Messina. Il sindaco metropolitano aveva già preannunciato nelle scorse ore l’intenzione di “bloccare” nella giornata di sabato gli attraversamenti nello Stretto.

L’avvertimento. “Signor Ministro – ha detto De Luca -, se ci sta seguendo veda che qui la città è incazzata per la questione dello Stretto. Sono tutti disciplinati e stanno cercando di rispettare le regole ma io non li tengo più. Sono tutti incazzati per questa beffa degli attraversamenti dello Stretto. Ne prenda nota, perché qui sabato la città esploderà. Non ci sono discussioni. Ve l’ho scritto più volte e ve l’ho mandato a dire. Ve lo sto dicendo un’altra volta. Poi se uno vi fanculizza….Continuate a denunciarci ma abbiamo le nostre motivazioni, che sono ben certificate”.

Troppi sbarchi. “La gente dice che stanno facendo sacrifici ma poi perché la situazione nello Stretto non si risolve. Abbiamo detto e scritto in tutte le riunioni che questa situazione nello Stretto andava rivista e dal 10 marzo abbiamo sollevato la questione, da quando è stata la zona rossa è stata estesa dagli 11 comuni del Nord a tutta Italia. La situazione che si è determinata all’improvviso, tra l’annuncio, la pubblicazione e i trasferimenti da Nord a Sud racconta di circa 50 mila persone rientrate. Noi non vogliamo fare una guerra tra poveri disgraziati, perché siamo tutti in questa situazione. Ma come noi abbiamo imposto alle nostre comunità di non uscire e stiamo sanzionando pesantemente chi non rispetta i divieti, non possiamo accettare che si entra in Sicilia senza reali controlli. Non ci riferiamo all’attività eroica che stanno facendo le Forze dell’Ordine, alle quali va il nostro apprezzamento. Il problema è che il metodo non funziona, c’è gente che è stata sequestrata a Villa San Giovanni. Vogliamo che entri in campo una banca data che è stata già preparata da noi”.

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