Antonio Fiumefreddo

Taormina. In piena emergenza Coronavirus, il liquidatore di Asm scrive al Comune di Taormina e attiva una procedura di diffida e messa in mora di Palazzo dei Giurati, chiedendo alla casa municipale di procedere al pagamento delle somme che sarebbero dovute alla municipalizzata nell’ambito dell’irrisolta questione del “dare-avere”.

Il braccio di ferro. La clamorosa presa di posizione dell’ex presidente di Riscossione Sicilia fa riferimento ad una querelle che, come si sa, è quella in atto da anni tra l’azienda, che reclama il pagamento di somme non pagate dal Comune per servizi resi all’ente pubblico e quindi alla città, e dall’altra parte il Comune che a sua volta sollecita il pagamento dei canoni di affitto all’azienda. Il liquidatore Antonio Fiumefreddo ha così scritto una lettera al Comune (indirizzata alla presidenza del Consiglio, al sindaco e al segretario generale) per comunicare che l’azienda “vanta” la somma di circa Un milione 795 mila euro “oltre interessi al tasso dovuto come per legge per il disimpegno dell’erogazione dei servizi pubblici locali, calcolati fino all’anno 2017”.

Somma dovuta. “La somma – spiega Fiumefreddo – è la risultanza della compensazione dei crediti e dei debiti rispettivamente vantati dal Comune e da Asm, ed è stata reciprocamente approvata in data 21 gennaio 2019. A prescindere da questa approvazione, la somma è comunque dovuta in quanto nei bilanci di esercizio di riferimento dell’azienda, approvati, sino state iscritte tanto le entrate che le spese, ed in tal senso si è proceduto alle relative contabilizzazioni, tenendo conto delle determinazioni da voi indicate quali corrispettivo dei servizi, come da vostra nota del 1 dicembre 2014”.

L’intimazione di pagamento. “Pertanto – continua Fiumefreddo – la somma dovuta è certamente connessa ad un andamento gestionale i cui aspetti programmati sono stati correttamente rappresentati e conosciuti. Ciò vuole significare che di tali somme deve esserne tenuto doverosamente conto nel bilancio del Comune”. “E’ inoltre dovuta la somma di 53 mila euro – conclude il liquidatore – oltre ad interessi al tasso dovuto come per legge, per lavori straordinari sugli impianti di pubblica illuminazione, quale maggiore spesa che ha il suo fondamento nel normale andamento del ciclo di erogazione, oltre ad essere stata da voi specificatamente richiesta. La somma dovuta, quindi, è di Un milione 795 mila euro, oltre ad interessi di tasso dovuto per legge. In difetto di pagamento nel termine di giorni 8 dalla presente, saremo costretti ad adire all’Autorità Giudiziaria per ogni necessaria e opportuna statuizione. Si fa riserva di quantificare e richiedere le somme dovute per gli anni successivi e cioè 2018 e 2019 e per l’anno in corso”.

I revisori incalzano. Una presa di posizione, dunque, destinata a far discutere, quella del liquidatore di Asm, che arriva poche settimane dopo un esposto presentato dai revisori del Comune alla Procura generale della Corte dei Conti, nei confronti della casa municipale, per “gravi irregolarità di gestione erariali”: un’accusa pesante sulla quale l’Amministrazione, e Asm stessa, dovranno fare delle controdeduzioni da trasmettere alla sezione Sicilia della Corte dei Conti, dovendo spiegare in particolare quale sia l’esatta situazione in atto in Asm, che “formalmente è in liquidazione dal 2011” ma – sottolineano i revisori – “di fatto è operativa svolgendo atti di gestione ordinaria e talvolta anche straordinaria, senza un controllo formale da parte del Comune”.

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