la protesta della Fisascat Cisl Messina

Taormina. Cresce la preoccupazione tra i lavoratori stagionali del turismo e del commercio a Taormina, nell’intera zona ionica e nella fascia tirrenica della provincia. L’emergenza Coronavirus è già un incubo per tanti lavoratori che vedono aggravarsi la loro situazione. e la Fisascat Cisl Messina preannuncia “battaglia” contro quella che viene definita “l’inaccettabile indifferenza del Governo Conte verso il grido di dolore di migliaia di lavoratori e delle rispettive famiglie”. Il sindacato lamenta come la mancata riforma o conversione della Naspi, istituita dall’allora Governo Renzi in Aspi e la non concessione della Cassa Integrazione ordinaria o in deroga sta riducendo in miseria i lavoratori stagionali del comparto commercio, turismo e servizi”

La riforma scellerata. “La maggior parte dei lavoratori – spiegano i responsabili della Fisascat Messina, Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo – da dicembre sono senza indennità, avendo già usufruito dell’indennità di disoccupazione Naspi, una riforma scellerata che ha ridotto il periodo e quindi l’indennità, penalizzando gli stagionali del turismo, commercio e servizi. Tale riforma è stata contestata ai precedenti governi più volte dalla Fisascat Cisl e dai lavoratori. I lavoratori stagionali del Commercio e Turismo erano in attesa che iniziasse la stagione turistica per riprendere a lavorare, ma con la situazione esistente le aziende aperte hanno già chiuso, e chi doveva aprire ad inizio aprile non ha più potuto aprire”.

Senza salario e indennità. “La chiusura e la mancata apertura delle attività turistiche e commerciali ha prodotto altri lavoratori disoccupati, senza lavoro e senza un reddito minimo per poter sopravvivere con le proprie famiglie. Non dimentichiamo che la maggior parte dei nuclei familiari è monoreddito al Sud.  Un altro caso emblematico sono i lavoratori stagionali che erano stati assunti dopo il 23 febbraio e oggi si trovano esclusi dalla cassa integrazione ordinaria e in deroga, rimanendo sospesi, senza salario e senza indennità, attualmente senza salario attendono che sia effettuata l’estensione del decreto potendo cosi usufruire anche loro degli ammortizzatori”.

No alla disparità di trattamento. “I lavoratori stagionali del settore turismo, commercio e servizi, che avrebbero dovevano riprendere a lavorare per la stagione 2020, non sono stati minimamente considerati ed esclusi anche loro dal poter usufruire degli ammortizzatori-sociali ordinari o in deroga. E’ stato previsto un piccolo contributo di 600 euro per il mese di marzo per i lavoratori stagionali del turismo, mentre non c’è nulla per i lavoratori stagionali del commercio oggi disoccupati. Non sono italiani anche loro? Lo Stato, ed in Sicilia anche il Governo regionale, non ha per nulla considerato i lavoratori stagionali, intere famiglie ridotte alla miseria e in difficoltà anche per poter acquistare le materie prime per poter sopravvivere. La Sicilia vive di turismo, ma molto spesso la politica si dimentica dei lavoratori del comparto turistico e delle aziende del settore che producono e contribuiscono a far crescere l’economia della Regione. I lavoratori stagionali oggi sono stati ridotti alla miseria. E’ opportuno che il Governo nazionale e quello regionale intervengano, e eviti di creare disparità nei loro confronti. Non è giusto che siano trattati in modo diverso rispetto ad altri settori oggi privilegiati: non dimentichiamo che anche loro fanno parte di questa Italia”.

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