Stop alla violenza sulle donne

Le cronache di queste ore ci raccontano nuovi drammatici episodi di violenza contro le donne, anche nella provincia di Messina. La quarantena obbligata per tutti gli italiani, imposta dall’emergenza Coronavirus, sta scatenando l’ennesima ondata di atti di barbarie nei confronti di fidanzate, mogli, ex compagne; tante, troppe, donne che diventano ancor più facile preda degli istinti più beceri di “uomini” che si definiscono tali.

Basta con la vigliaccheria. E allora bisogna smetterla con questi atti di odiosa vigliaccheria. In un mondo dove la gente muore per colpa di una pandemia e la sofferenza si è presa la scena ovunque, è l’ l’ora della responsabilità e della coscienza, affinché la convivenza forzata di questi giorni, non trasformi le mura domestiche in una trappola mortale per le donne, soprattutto ai danni di quelle costrette a condividere la stessa abitazione di uomini che hanno già dei trascorsi di violenza compiuta nei loro confronti.

Il coraggio di denunciare. E’ un problema che esiste e non è lontano da noi come spesso si pensa. In Provincia di Messina, i Carabinieri e la Polizia di Stato sono quotidianamente impegnati nel cercare di contrastare queste drammatiche vicende. C’è chi riesce a trovare il coraggio di denunciare il proprio aguzzino, ma ci sono anche tanti altri episodi in cui il dramma si compie tra quelle mura di casa e talvolta si arriva alle più estreme e tragiche conseguenze.

L’emergenza invisibile. Anche a Taormina, purtroppo, ci sono non pochi casi di donne che hanno subito e continuano a subire delle violenze. Sono situazioni che poche persone o quasi nessuno conosce, le storie di chi non ha trovato la forza per denunciare e nel silenzio della loro quotidianità subisce comportamenti vigliacchi, nemmeno considerabili “animaleschi”, perché rischieremmo di offendere gli animali che tante volte sono migliori degli esseri umani. E’ una piaga invisibile che si ripete ogni giorno, compiuta da uomini che si arrogano il diritto di picchiare, violentare, fare stalking e altri reati che necessiterebbero di pene ben più severe di quelle previste dall’attuale ordinamento italiano.

L’appello. Di fronte a questa emergenza nell’emergenza, rivolgiamo un pensiero a tutte le donne, diciamo no a qualsiasi forma di violenza e rinnoviamo l’appello proprio a questi cosiddetti “uomini”, che per dono delle loro madri forse hanno un neurone nascosto da qualche parte: siete ancora in tempi per fermarvi, accendete il cervello e portate rispetto. State a casa ma tenete giù le mani. Basta con l’ossessione del possesso. Le donne non sono un oggetto e la loro vita non vi appartiene. Siate veri uomini, non bestie.

 

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