Corso Umberto deserto

Taormina. “Dobbiamo guardare in faccia la realtà, la stagione turistica è più che compromessa, è già saltata. Ma bisogna iniziare a programmare il dopo, è quello che ci fa paura e sul quale si deve avviare un ragionamento”. Il monito arriva dall’Associazione Imprenditori Taormina (Aipt), il cui presidente Carmelo Pintaudi non fa mistero della preoccupazione degli operatori economici per la situazione.

Tributi e affitti. “In questi giorni – afferma il presidente di Aipt – si parla della questione della sospensione dei tributi. Abbiamo visto la proposta di Confesercenti, che è giusta e condivisibile, e la risposta del sindaco, secondo cui invece il provvedimento non si può fare. Noi diciamo che è un atto dovuto verso la città e verso gli operatori economici tutti. Bisogna bloccare i tributi locali e dare un minimo di ossigeno ai cittadini e alle attività. Siamo di fronte a una situazione senza precedenti che va al di là di tutto e non sarà semplice ripartire e non potrà avvenire in tempi brevi. Noi siamo un comune a vocazione turistica, che vive di turismo e nell’ambito della stagionalità. Bisogna partire da questo dato di fatto e oltre ai tributi c’è un altro enorme problema di cui si parla poco ma che rappresenta una spada di Damocle sulle attività economiche di Taormina: gli affitti, il “caro affitti”. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti, già prima di questa epidemia, ed ora – a maggior ragione – è un problema vitale da affrontare. Tutti vogliamo tutelare i lavoratori ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare e se falliscono le imprese, chi potrà dare occupazione nel territorio? Bisogna tutelare ristoratori, albergatori e tutte le piccole attività commerciali, che sono il cuore dell’economia del nostro territorio. Per questo appare un paradosso o peggio una presa in giro, sentir parlare del credito d’imposta: i proprietari degli immobili reclameranno il pagamento dei canoni di locazione e noi cosa potremo fare? Gli diremo che aspettiamo il 60% di credito d’imposta per pagare? E’ ovvio che non potrà essere così. Quindi non lavoreremo, non incasseremo ma ci troveremo a dover pagare gli affitti, e questo è un danno nel danno”.

Stagione saltata. “La crisi colpisce tutti, non guarda in faccia nessuno – continua Pintaudi – e bisogna trovare delle soluzioni per venirsi tutti incontro. A giugno potremmo anche essere tutti pronti ad aprire, se sarà possibile farlo. Ma, a quel punto, apriamo rivolgendoci a chi? Al turismo regionale? A quello nazionale? La gente programma la vacanza e lo fa un anno prima, non si muove dall’oggi al domani. La verità è che non ci saranno flussi turistici, le persone hanno paura a muoversi da casa. Quindi è una stagione saltata, se vogliamo essere realisti bisogna dirlo e lo sanno bene gli operatori economici. Ci sarà l’1% dei flussi in giro e se teniamo anche conto che eravamo già ampiamente arrivati ad una situazione di offerta molto maggiore alla richiesta effettiva, con tanti casi di concorrenza sleale, si può avere l’idea di come stanno le cose. Per quale clientela dovremmo riaprire quest’anno? L’incompetenza delle scelte amministrative ha portato nel corso degli anni ad una concessione folle di licenze a tutti e dovunque. Avremo una richiesta pari allo zero e l’unica scelta da poter fare è rimanere chiusi, per evitare di fare sennò danni su danni e aggravare il quadro”.

Programmare il futuro. “Chiediamo che si cominci a ragionare sul dopo – conclude il presidente di Aipt -, bisogna pensare al 2021. Non esiste il “rimandare”, illudendosi che si potrà ripartire subito. Bisogna bloccare tutto e salvare il salvabile. I lavoratori vivono se vivono le imprese, vanno tutelate in primis le piccole imprese. Noi non molliamo, ma questo governo sarà in grado di aiutare il Paese? Abbiamo forti dubbi”.

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