Nico Torrisi, amministratore delegato Sac
Nico Torrisi

“Non sappiamo per quanto altro tempo si protrarrà l’emergenza ma il tema del turismo e dei trasporti deve essere una priorità nell’agenda del Governo. Il turismo è in crisi e sarà, probabilmente, l’ultimo a rialzarsi, quindi occorrono scelte forti e immediate per salvare un settore vitale per l’economia del Paese e a maggior ragione per la Sicilia”. Il monito arriva da Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia e amministratore delegato di Sac (la società che gestisce l’Aeroporto di Catania).

Misure per la sopravvivenza. “Una volta superato il problema del Coronavirus, e preghiamo Dio che ciò avvenga in fretta, è chiaro che non ci si metterà subito in azione e che la prima impellenza delle persone non sarà quella di viaggiare. I nostri collaboratori hanno bisogno di enorme aiuto. Le strutture alberghiere ed extra-alberghiere che fanno capo a Federalberghi hanno presentato un documento, sia a livello nazionale che regionale, per misure utili alla sopravvivenza delle strutture e quindi al mantenimento dei posti di lavoro, che sono indispensabili a tutti noi, oggi come domani”.

Mobilità ai minimi termini. “Per quanto concerne l’Aeroporto di Catania, come è anche giusto che sia, tutto è praticamente fermo. In questo momento abbiamo numeri assolutamente ridicoli, in termini di passeggeri, abbiamo due soli voli di andata e ritorno da Catania a Roma per garantire la mobilità a quei soggetti che in maniera forzata devono viaggiare per motivi di salute o perché devono tornare in Sicilia, anche perché mandati via da altre nazionali. Noi non vogliamo lamentarci e siamo consapevoli che oggi è il momento della solidarietà verso, intanto, chi è costretto a lavorare, come i medici, gli infermieri, i paramedici, i farmacisti e a chi garantisce i generi alimentari, a tutta quella gente che eroicamente sta facendo il proprio lavoro senza lamentarsi”.

Pensare alla povertà. “Vogliamo, però, anche dire a chi ci governa che è il momento di pensare, a tutti i livelli, alla povertà che rischia di affliggere in maniera sempre più diffusa la collettività. Bisogna pensare, evidentemente, alle strutture stagionali, soprattutto nel settore alberghiero, che si sarebbero avviate alla riapertura e non potranno riassumere nessuno dei lavoratori, i quali rimarranno disoccupati. Servono quindi misure drastiche non per qualche settimana, per garantire il reddito e la dignità delle persone. Settore alberghiero ed extra-alberghiero hanno scelto in molti casi di continuare a garantire un servizio essenziale, altri hanno scelto legittimamente di non essere aperti. Nel settore trasporti si deve guardare ad un periodo migliore e purtroppo si sta utilizzando la cassa integrazione, ma è quella che garantirà di non perdere occupazione e posti di lavoro”.

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