il governatore della Puglia, Michele Emiliano

“Al Sud abbiamo bisogno di mascherine e dispositive di protezione individuali che non arrivano. Siamo sin troppo abituati a gestire la povertà, ma se la catena logistica delle operazioni non funziona. I malati rischiano di non poter ricevere le cure necessarie. Non siamo matti se diciamo certe cose e le diciamo pacatamente. Al Nord ho visto alcune regioni che esibiscono la consegna di mezzo milione di mascherine, capisco l’emergenza che lì stanno affrontando ma anche qui non c’è una situazione semplice. Se io mando i medici in corsia senza i necessari dispositivi non li mando protetti e ci rendiamo conto dei rischi che corrono. Il criterio centralizzato va cambiato, quindi, e non è possibile che chi ha più malati ha più dispositivi di protezione”. E’ l’allarme (ri)lanciato dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, dal quale arrivano parole inequivocabili sulla gestione dell’emergenza Coronavirus, all’indirizzo del Governo. Ed è un allarme in linea con quello già pronunciato a più riprese anche da tutti gli altri governatori, Vincenzo De Luca (Campania), Jole Santelli (Calabria), Nello Musumeci (Sicilia) e Christian Solinas (Sardegna).

Pensare al Sud. “Bisogna cominciare ad allentare la concentrazione di tutte le energie sul Nord – evidenzia Emiliano -, e destinare quota parte superiore a quella attuale di dispositivi e strutture anche al Sud”.

Emergenza dispositivi di sicurezza. “Gli ospedali sono pronti alla battaglia ma devono essere messi nelle condizioni di poterla fare. La distribuzione deve essere corretta. Stiamo rischiando di far scoppiare al Sud l’emergenza sanitaria. Abbiamo morti, contagiati e tanti casi da affrontare. E soprattutto migliaia di persone che dal Nord sono venute al Sud, che possono aver determinato focolai gravissimi e questo può ancora scoppiare al Sud. Non è affatto vero che al Sud non ci sia il problema. Se gli ospedali funzionano, il morale della gente si risolleva. In questo momento siamo un esercito che ha i soldati senza fucili”.

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