A dispetto delle difficoltà che anche qui non mancano, sinora la Città di Taormina è riuscita a fronteggiare nel miglior modo possibile l’emergenza Coronavirus. In giro, soprattutto con gli spropositi cialtroni di qualche big della politica nazionale, si comincia a favoleggiare di tornare subito alla vita normale e riaprire tutto. Nel frattempo arrivano, in un modo o nell’altro, le mascherine e allora l’emergenza è finita? Ci sia permesso il francesismo: cazzate, cazzate e cazzate. La tensione deve rimanere alta, altissima. Guai a mollare di un millimetro.

Prima la vita. Per l’economia c’è tempo, è chiaro che la gente non può e non deve morire di fame ma ora è in gioco la vita delle persone e non bisogna vanificare lo sforzo di queste settimane. A Taormina, e così nei centri abitati dell’hinterland, la vera battaglia contro il Coronavirus comincia adesso. Nella più ottimistica delle ipotesi siamo ancora ad un terzo della partita per la sopravvivenza. Non abbiamo ancora scollinato, la strada è ancora lunga. E’ il momento, quindi, di raddoppiare lo sforzo e blindarsi in casa, senza se e senza ma. Siamo alle porte dell’ora cruciale come, non a caso, da più parti è stata definita.

Resistere e sacrificarsi. La prossima settimana e così anche quella successiva, saranno fondamentali per continuare a contrastare la diffusione del virus. Quindi non fatevi prendere dalla nostalgia canaglia delle uscite e non fatevi suggestionare dalle bestialità che circolano in quantità industriali in tv e sul web. E’ il momento della responsabilità, rinunciare a qualcosa oggi per trarne vantaggio domani. Verranno i giorni della libertà, ma bisogna conquistarseli con il sacrificio di queste settimane. Nessuno muova le terga da casa. Non mollate, se volete proteggere voi stessi, le persone che amate e a cui volete bene, state a casa. Insieme si vince, non facciamo cazzate. Grazie.

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