Giuseppe Conte e Cateno De Luca

Nuove bordate del sindaco metropolitano di Messina, Cateno De Luca al Governo Conte ed in particolare proprio al primo ministro. A poche ore di distanza dalla lettera inviata ieri al premier, De Luca oggi è andato nuovamente all’attacco, criticando i ritardi nella consegna dei ventilatori e l’insufficienza delle risorse stanziate per l’emergenza Coronavirus.

Fondi per i siciliani. “I soldi, che non sono stati spesi anche per nostra deficienza, devono rimanere qui per affrontare l’emergenza, noi siamo più poveri dei nostri fratelli del Nord. I fondi strutturali ci sono per tutti, ci sono programmi per il Sud e altri per il Nord. E’ fondamentale rispettare la territorialità della destinazione e ognuno deve essere messo nelle condizioni di poter utilizzare le risorse. Si faccia un’operazione di semplificazione. Quando lei annuncia i soldi ci vuole già un piccione viaggiatore, che nel momento stesso li vada a trasferire già nelle tasche dei cittadini, anzi una colomba”. Poi il nuovo monito a Conte: “Se lei continua ad annunciare delle puttanate, perché se manca la fase attuativa è così, si rischia di alimentare illusioni e di suscitare delle aspettative nelle persone. Conte ha detto che ci sono già i soldi: ma dove sono questi soldi?”.

Stop ai ritardi sui beni salvavita. De Luca si è poi soffermato sulle procedure di gara per l’acquisto dei beni da impiegare per fronteggiare nelle strutture sanitarie l’emergenza Coronavirus: “Le gare fatte da Consip dal 6 al 19 marzo non hanno portato alla consegna di ciò che è stato commissionato. Il Commissario per l’Emergenza Nazionale dice che i respiratori verranno consegnati dopo che sarà finita l’emergenza. Conteremo i morti perché non sarà stato possibile allestire le sale di Terapia Intensiva. Il Commissario per l’Emergenza non è stato messo nelle condizioni di acquistare i beni vitali in questa emergenza, e allora che ruolo ha? Qui c’è bisogno di ventilatori. Non ci può essere uno scarico di responsabilità. Il premier diventi lui il soggetto attuatore oppure consenta al Commissario o alla Protezione Civile di fare subito gli acquisti dei beni salvavita, i ventilatori e i dispositivi di protezione che servono per salvare le persone. Lo ripeto, per salvare vite umane io faccio tutto quello che possa, ma qui vi state dimostrando incapaci ad affrontare l’emergenza e così si diffonde il virus. Sinora c’è una triste storia, che va cambiata”.

Fondi anti-crisi. “Qui si muore e la burocrazia ci sta ammazzando. Ci vuole un virus che ammazzi la burocrazia, una volta per tutte. Finora sono stati presi 4 miliardi dai fondi dei Comuni, non si può fare il gioco delle tre carte. Bisogna dire la verità ai cittadini e cioè che i soldi dei comuni sono destinati all’emergenza. Ora serve il cash. I 25 miliardi stanziati sinora non bastano. Servono 50 miliardi al mese per tre mesi. Servono risorse per marzo, aprile e maggio. Almeno 150 miliardi, soltanto per evitare la rivoluzione e che la gente si uccida per la crisi”.

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