il premier Giuseppe Conte

La notizia è di quelle che fanno rumore tanto quanto l’esodo incontrollato che ha portato in due settimane dalle zone rosse del Nord Italia al Sud oltre 100 mila persone, e 40 mila (e molte di più) delle quali in Sicilia. I Servizi Segreti, secondo quanto viene riportato oggi da alcuni organi di stampa nazionali, avrebbe avvertito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del “potenziale pericolo di rivolte e ribellioni, spontanee o organizzate, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, dove l’economia sommersa e la capillare presenza della criminalità organizzata (e qui verrebbe da dire, che come al solito scatta la becera equazione Sud-criminalità mentre poi le statistiche rivelano puntualmente altro…) sono due dei principali fattori di rischio”.

Il monito dell’intelligence. Questo, dunque, sarebbe il contenuto di una nota dei Servizi segreti che avrebbero informato Conte dei possibili pericoli che rischia il Sud Italia, specie se dovesse esplodere l’epidemia Coronavirus. In questo contesto si ricorda l fatto che “i lavoratori irregolari nell’ultimo anno sono stati censiti in 3,7 milioni dall’ultimo rapporto Istat, con quasi l’80% del fenomeno concentrato proprio al Meridione”. Secondo questa tesi, insomma, “l’Italia e ancor più il Sud regge tanta parte della propria economia grazie ad attività in nero”. E su queste persone si soffermerebbe il report dell’intelligence. Cosa succederà se il Covid-19 rendesse indispensabile prorogare ancora a lunga le misure di distanziamento sociale già in atto in atto? A questa variabile andrebbe aggiunta – stando a questo rapporto – la presenza di forme di criminalità organizzata”.

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