il prof. Paolo Ascierto

“La Ricerca ci rende consapevoli, perché è solo con la conoscenza che possiamo controllare la paura e trovare nuovi mezzi e strategie per battere il virus. Più si conosce, prima si sconfigge”. Il messaggio, sull’emergenza Coronavirus, arriva dal professore Paolo Ascierto dell’Istituto Pascale di Napoli, che sta sperimentando nell’ospedale partenopeo il farmaco Tocilizumab, dal quale stanno arrivando incoraggianti segnali sulla reale possibilità di contrastare gli effetti del Covid-19.

Test da Nord a Sud. La sperimentazione di Tocilizumab è scattata anche in altri ospedali italiani, da Nord a Sud. “Arrivano buoni risultati per Tocilizumab anche da Padova, dove per ora sono 30 i pazienti che hanno evitato la rianimazione grazie all’effetto antinfiammatorio del farmaco sulla polmonite da Covid-19”, fa sapere Ascierto.

Cauto ottimismo. “Sul sito dell’Aifa si parla solo dei primi 330 pazienti, ma la sperimentazione sta andando avanti anche con lo studio prospettico. In questo secondo caso non abbiamo ancora dati. La percezione è che c’è un segnale di attività del farmaco. Come sapete, dei 5 intubati al Cotugno 4 sono stati estubati, ed alcuni sono già in reparto. Altri 11 che non erano ancora intubati, 8 sono migliorati in 24/48 ore. Ci vuole cauto ottimismo. Segnali positivi vengono anche da altri ospedali, come a Fiuggi ed a Parma. Il dato deve venire attraverso il rigore scientifico, ma io parlo di un cauto ottimismo reale”.

L’azione di Tocilizumab. “Il farmaco agisce sulla reazione che l’organismo ha contro il virus, dunque nella grave insufficienza respiratoria da polmonite grave. Il virus, se non porta complicazioni, è curabile. Questo è quello che pensiamo noi e lo abbiamo detto anche nel confronto con i colleghi cinesi. Loro ci hanno detto di aver utilizzato il Tociluzumab su 21 pazienti, e 20 hanno recuperato. Al Cotugno abbiamo selezionato i pazienti nelle peggiori condizioni, ed uno è stato estubato dopo 24 ore. Il confronto con i colleghi cinesi e l’azienda farmaceutica che ci ha messo il Tocilizumab a disposizione gratuita, ci ha spinto a chiedere la sperimentazione all’Aifa”.

Avigan. “Nell’ambito dei vaccini, io sono sicuro che ci sarà un vaccino, ma non potrà mai esserci domani mattina. C’è bisogno di sperimentazione e dati. I tempi sono di circa un anno. L’importante è che parta la sperimentazione. Per quanto concerne altri farmaci in via di sperimentazione, ci sono gli antivirali, come quello per l’Ebola, che, se non erro, l’Aifa lo sta valutando, ma quello non è sul mercato, a differenza del Tocilizumab. Per quanto concerne l’Avigan, abbiamo notizie molto limitate. Purtroppo senza esperienza e sperimentazione, non c’è fondamento scientifico. L’Avigan, ad esempio, negli Stati Uniti ha dimostrato di poter portare malformazione ai feti. Io mi fido del lavoro dell’Aifa. Il farmaco deve essere efficace e non avere gravi effetti collaterali. Il recente cambio di direzione di Aifa sul farmaco giapponese nel trattamento dell’infezione da Coronavirus in fase iniziale dimostra che la strada della sperimentazione è sempre la migliore per dimostrare l’efficacia di un farmaco. Speriamo che anche in questo caso possa dare buoni frutti”.

Salvare i pazienti. “Il nostro lavoro su Tocilizumab è stato mostrare gli effetti di questo farmaco a tutti i centri in Italia che stanno combattendo il Covid-19 e riuscire ad avviare la sperimentazione per provare a salvare più pazienti possibile”.

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