il premier Giuseppe Conte

“Quelle messe in atto sono “misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte annunciando la nuova stretta decisa dal governo per l’emergenza Coronavirus. Sono misure, ha aggiunto, “che richiederanno tempo per far vedere i loro effetti. Rallentiamo il motore produttivo del Paese, ma non lo fermiamo”.

Decisione necessaria. Si tratta, ha sottolineato Conte, di una decisione “difficile, ma necessaria. Lo Stato comunque c’è. Uniti ce la faremo”. Gli ultimi dati parlano di un’emergenza che non tende a rallentare. Le vittime sabato hanno raggiunto il picco massimo, 793 (546 solo in Lombardia), portando il totale a 4.825. I malati sono diventati 42.681 (4.821 in più rispetto a venerdì). Un’escalation che ha fatto salire la richiesta al governo di Regioni, Comuni ed anche sindacati di attuare una chiusura totale.

Nuove misure da lunedì. Il premier ha assicurato che “continueranno a restare aperti tutti i supermercati, i negozi di generi alimentari e di prima necessità. Non c’è ragione di fare code e corse agli acquisti. Resteranno aperte farmacie, servizi bancari, postali assicurativi, assicureremo tutti i servizi pubblici essenziali come i trasporti”. Ma “al di fuori delle attività essenziali consentiremo solo il lavoro in modalità smart working e attività produttive rilevanti per il Paese. Riduciamo il motore produttivo dell’Italia, ma non lo arrestiamo”. Le nuove misure scatteranno da lunedì 23 marzo: a quanto si apprende, non rientrano nelle chiusure le edicole, i benzinai, i media e le tabaccherie.

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