Vincenzo De Luca, governatore della Campania

“Siamo di fronte a dati pesanti e rispetto ai numeri abbiamo la possibilità di governare la situazione se si rispettano alcune condizioni. Se abbiamo comportamenti irresponsabili ma altri li demoliscono, il problema rischia di diventare drammatico. Voglio essere chiaro: io la penso diversamente dal Governo nazionale. Le mezze misure non risolvono il problema e finiscono per aggravare la condizione di vita dei nostri cittadini. L’Italia è ancora il Paese del “mezzo, mezzo”, e del fare finta, senza decidere mai andando fino in fondo e accertando la realtà. Non possiamo stabilire che dobbiamo stare tutti a casa e poi si consente di fare attività sportiva individuale. Si dice che bisogna stare distanti almeno un metro e poi per due settimane si consente di far rimanere aperti i bar, i pub e che ci sia la movida”. Lo ha dichiarato il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

L’ordine di servizio. “Un grave episodio riguarda un Ufficiale delle Forze Armate, non dico di quale Corpo, dove qualcuno ha emesso questo ordine di servizio. “Si devono applicare soltanto le disposizioni emanate a livello nazionale, ed in pratica e a titolo esemplificativo on sarà denunciato chi sta correndo e non si andrà ad imporre l’obbligo di isolamento di 14 giorni, né si andrà ad informare l’Asl delle trasgressioni accertate. Un ufficiale si è permesso di fare questo ordine di servizio. Lo denunceremo all’Autorità Giudiziaria. Le ordinanze di un presidente della Regione vale esattamente quanto quella del Governo nazionale e dal punto di vista della tutela sanitaria vale di più. E’ chiaro? Chi non applica un’ordinanza della Regione sta violando la legge e sta commettendo un reato di omissione, ufficiale o non ufficiale che sia. E sta prendendo iniziative volta ad eludere un comando dell’autorità, ed è un reato penale. Mandiamo le forze di polizia, le pattuglie e le forze armate, in giro sennò a far cosa? A fare passeggio?

Ordinanza impugnata. “Avevano impugnato un’ordinanza che obbligava le Forze dell’Ordine a sanzionare chi perdeva tempo nei quartieri e le impegnava a segnalare all’Asl il nominativo della persona sanzionata, per metterlo in quarantena obbligatorio. C’è chi ha fatto ricorso contro la pattuglia dei Carabinieri e contro la Regione ma il Tar ci ha dato ragione, e ringrazio anzi di cuore i Carabinieri e li invito a proseguire con questo rigore”.

La camminata. “Questi dubbi interpretativi vengono anche dal fatto che le ordinanze nazionali sono vaghe. “Si può camminare”, ma che si può? Se ci chiude si chiude. Servono atti perentori, che non siano tali da determinare equivoci interpretativi che non devono esserci”.

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