il farmaco Tocilizumab

Tocilizumab a 16 pazienti e dopo 48 ore il 70% dei casi è migliorato. L’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” scrive “1 + 1 = 3″, così scrive in un post con cui informa di nuove indicazioni cautamente positive sul trattamento della polmonite interstiziale da Coronavirus con Tocilizumab. Un’equazione non matematica ma empirica che nasconde un messaggio ben preciso: se il Nord si unisce al Sud in questa battaglia della ricerca contro il Covid19, se Galli si convince dell’efficacia del farmaco anti-artrite reumatoide come ne è convinto il prof. Paolo Ascierto, il risultato sarà vincente. Solo l’unione farà la forza in questa emergenza nazionale. Intanto Napoli e il Sud vanno avanti”. Lo afferma il giornalista e scrittore Angelo Forgione che così analizza l’emergenza Coronavirus in riferimento alla vicenda della sperimentazione del farmaco Tocilizumab, nella quale sta riponendo molta fiducia il Sud e che invece vede sin qui le perplessità del Nord.

Intanto il virus avanza. “Studia e pensa, il professor Massimo Galli, tra una comparsata televisiva e l’altra. Vuole capire meglio come poter “aggiustare il tiro” delle sue improbabili cure contro il Coronavirus, per sua stessa ammissione inutili, mentre i morti nella sola Lombardia hanno superato abbondantemente quota 2 mila su 20 mila contagiati. Tutt’altro scenario aveva prospettato il 10 febbraio, due settimane prima dell’esplosione del Covid19 al Nord, quando azzardò che la malattia difficilmente avrebbe potuto diffondersi alle nostre latitudini, e ora avanza inesorabile anche su Milano, dove i contagi vanno verso quota 2 mila. Usa cautela nelle cure ma non nel prospettare gli scenari epidemiologici il notissimo infettivologo, che ora dovrà “aggiustare il tiro” anche delle sue incaute e sbagliate previsioni della vigilia. “Striscia la Notizia” ne avrebbe di materiale per fare satira sull’assoluto protagonista dei palinsesti televisivi di questi giorni, invece di deridere volgarmente chi sta provando con decisione a salvare vite umane (e pare ci stia pure riuscendo), e su cui, allo stato delle cose, sono riposte le uniche speranze”.

Sperimentazione avviata. “Nel contrasto alle complicanze da Covid19, è partita la sperimentazione nazionale del Tocilizumab protocollata dall’AIFA su redazione della task force Cotugno-Pascale di Napoli. E proprio a Napoli, dove da giorni il farmaco anti-artrite reumatoide viene somministrato, sono stati già estubati due pazienti gravi: un 63enne, al quale il Tocilizumab era stato somministrato il 7 marzo, e un 48enne, la cui cura era iniziata il 10 marzo. Erano entrambi in rianimazione, intubati con una polmonite avanzata da Coronavirus e con prognosi riservata. Ora in ventilazione assistita; se i livelli di respirazione non peggioreranno, lasceranno liberi i loro posti preziosi in Rianimazione. Cauto ottimismo, dunque, ma segnali incoraggianti alla terapia in cui i medici napoletani credono fortemente, e per la quale stanno procedendo speditamente, rompendo gli schemi e le regole della ricerca biomedica”.

“Se ne parla troppo”. “Tutt’altra situazione è quella lombarda, dove i medici sembrano incagliati in una preoccupante impasse. Lì non c’è convinzione sull’efficacia del Tocilizumab, anzi. Il professor Massimo Galli, in una delle sue apparizioni televisive (guardate il video), dice che «se n’è parlato troppo» e sulla sua somministrazione «bisogna aggiustare il tiro». E allora, in attesa di essere preciso, studia anche altre soluzioni, verificando gli effetti della Corochina e del Kaletra, mentre sta per partire la sperimentazione del Redemdesivir, un farmaco antivirale efficace contro l’ebola. Così, mentre studiano e analizzano i dati, i ricercatori lombardi si arrendono all’inutilità del medicinale fin qui somministrato, il Lopinavir/Ritonavir, un anti-retrovirale assai potente contro i virus comuni. Galli alza bandiera bianca ai microfoni del Tg3 (nel video): «Temo che ci si dovrà rassegnare a dichiarare che non serve a molto”.

Fare presto. Dunque, l’azione decisa che è scattata dal Sud inizia a dare i primi incoraggianti frutti, mentre le ricerche macchinose di Milano risultano al momento sterili. Che quel tiro sia aggiustato presto, e che da Milano o da Napoli arrivi la soluzione tampone. Bisogna fare presto, soprattutto in Lombardia, perché i decessi stanno decimando drammaticamente alcune comunità, e non c’è più tempo per aggiustare il tiro.

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