il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

Durissima presa di posizione del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sull’emergenza Coronavirus. Parole forti, drastiche e significative, senza alcun dubbio condivisibili, sulle tante (troppe) “manifestazioni di imbecillità” che proseguono per le strade mentre il Coronavirus mette in ginocchio il Paese.

Affidarsi alle Forze Armate. “In questo momento nel Paese c’è un 20% di persone incivili e noi rischiamo di fare un sacrificio non di un mese ma trascinarci dentro un calvario che dura per mesi, penalizzando le persone corrette senza avere nemmeno un risultato. E’ arrivato il momento di chiudere tutto e militarizzare l’Italia. Se l’obiettivo è contenere il contagio per evitare migliaia di morti, tutti i Corpi di Stato devono perseguire questo obiettivo. E’ evidente che serve il controllo delle Forze Armate sul territorio, a supporto delle Forze dell’Ordine. Il numero dei militari che vengono sin qui inviati, però, non basta. Provate ad immaginare se perdiamo il controllo della situazione al Sud”.

Stop alle mezze misure. “Le mezze misure e le misure tampone non servono più a niente e non bastano. Le pattuglie devono avere tutto il potere necessario per dissuadere gli incivili. Bisogna dare poteri eccezionali alle Forze dell’Ordine. Altrimenti ci prepariamo a contare i nostri morti. Occorre fare di tutto e di più bloccare l’aumento esponenziale del contagio al Sud e non possiamo consentire un esplosione del contagio di fronte al quale lo Stato sarebbe totalmente indifeso”.

L’esodo dal Nord. “Dopo quel contro-esodo di massa dal Nord al Sud contiamo i primi effetti e il contagio va diffondendosi a macchia d’olio. Va messa in campo la necessaria tutela per il personale medico e infermieristico, subito, immediatamente, altrimenti qui salta tutto”.

Inciviltà e bestialità. “Abbiamo a che fare con l’inciviltà, l’irresponsabilità e la bestialità di una parte della nostra città non rispetta le regole e se ne fregano delle ordinanze che imponevano il domicilio e il movimento immotivato in città. Ci sono soggetti che continuano a fare e a vivere come se nulla fosse ed equivale ad avere una bomba in casa che può esplodere da un momento all’altro. Se continua questo andazzo e imbocchiamo questa discesa incontrollata verso il contagio, tra una settimana conteremo i morti e rischiano di non avere posti per salvare i vostri padri e le vostre madri. Provate a significare cosa significare avere quei numeri della Lombardia al Sud”.

Zeppole al Coronavirus. “C’è gente che ieri vendeva per strada le zeppole di San Giuseppe e le consegnava anche a domicilio: zeppole di San Giuseppe condite da crema al Coronavirus. Dobbiamo insistere sulla necessità che ci sia senso di responsabilità, altrimenti da questa emergenza non ne usciamo”.

Feste di laurea. “Qualcuno pensa di preparare la festa di laurea: mandiamo i Carabinieri ma li mandiamo con i lanciafiamme. E’ incredibile. La movida, con i giovani ammucchiati l’uno sull’altro, tutti allegri all’insegna del “chi vuol essere lieto sia” e quelli che erano lieti sono ora in ospedale e lietamente hanno mandato in ospedali madri, padri e nonni. Quelli che sono venuti dal Nord e non si sono messi in autoisolamento ci stanno portando un picco di contagio. Non dobbiamo cedere allo sconforto e all’angoscia, la vita è diventata pesante e tutti vorremo fare una passeggiata ma non ci è consentito. Siamo in guerra e dobbiamo stringere i denti. Abbiamo il diritto e il dovere di pretendere da tutti lo stesso rigore”.

© Riproduzione Riservata

Commenti