la senatrice Urania Papatheu

“La tanto bistrattata Sanità siciliana, nei giorni del Coronavirus sta rappresentando un esempio di riscatto del Sud, l’esempio di chi sta mettendo in campo il massimo sforzo per reggere all’emergenza e rimediare allo scempio compiuto dal malgoverno nazionale e regionale”. Lo afferma la senatrice Urania Papatheu, esponente siciliana di Forza Italia.

Uno scippo mai sanato. “La Sicilia ha dovuto subire un taglio di quasi 600 milioni all’anno, da parte dello Stato negli ultimi 10 anni e tutto parte da quando nel 2006 il Governo Prodi decise di portare la quota di compartecipazione della Regione siciliana dal 42% circa al 50% circa. Ciò significa che la sinistra a suo tempo ha attuato uno scippo, mai sanato, che, nell’indifferenza anche dell’Esecutivo Conte, ha messo in ginocchio la nostra sanità. La Corte dei Conti ha certificato che, per di più, parte delle già insufficienti risorse non fu impiegata dall’ex Giunta Crocetta per il riordino della rete sanitaria ma per altri ambiti di governo. Non è ammissibile che i nostri ospedali siano stati svuotati di posti letto e privati di personale medico, né che si sia arrivati ad un infermiere ogni 20 pazienti, senza rendersi conto che ogni infermiere in meno aumenta del 20% il rischio mortalità del paziente.

Danno a 5 milioni di siciliani. “A questa mattanza, che ha lasciato in Sicilia soli 120 posti letto di Terapia Intensiva in tutta la regione – aggiunge Papatheu -, il Governo Musumeci sta rispondendo con ammirevole senso di responsabilità, mettendo intanto in campo un piano che consenta di avere almeno 650 posti per l’emergenza Covid-19. Ci auguriamo che questo sforzo possa bastare e che la Sicilia non debba mai piangere e pagare a caro prezzo, in termini di vite umane, il via libera di qualcuno a 35 mila rientri dal Nord Italia e lo scempio perpetrato ai danni di 5 milioni di siciliani da chi ha scippato quei 600 mln al Fondo sanitario regionale e da chi ha completato poi il disastro scegliendo di sostenere con le risorse della salute pubblica le spese per altri settori dell’amministrazione regionale”.

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