jogging ai tempi del Coronavirus

Il Coronavirus corre veloce e colpisce ovunque, eppure in Italia c’è anche un altro virus che si dimostra ancora più pericoloso e potenzialmente letale, che investe in questi giorni l’intera penisola. E’ il germe della bestialità allo stato primordiale di migliaia di soggetti ascrivibili alla categoria umana degli invertebrati che non hanno ancora compreso la necessità di rimanere in casa e tutelare se stessi ma soprattutto gli altri, a partire dai familiari per arrivare alla comunità, dal rischio di altri contagi e di un’ulteriore diffusione

In una settimana si sono già registrate 43 mila denunce nei confronti di persone sorprese fuori a vario titolo dalla propria abitazione senza una valida ragione. Erano fuori non per lavoro, non per fare la spesa e nemmeno per acquistare medicine in farmacia: semplicemente e stupidamente pascolavano in giro per futili dinamiche di cazzeggio. C’è chi fa finta di fare la corsetta e per di più esce in comitiva, chi fa finta di portare il cane a spasso ma anziché restare sotto casa ne approfitta per fare la passeggiata in altre zone, c’è chi va a far finta di fare la spesa e la fa due o tre volte al giorno, chi va in continuazione dal benzinaio non si sa bene per fare cosa, chi va a comprare le sigarette ogni giorno anziché farne una scorta (meglio ancora sarebbe smettere di fumare), qualcuno addirittura gira si fa un giro in barca mentre qualcun altro bivacca in spiaggia e prende il sole mentre attorno c’è una pandemia, c’è chi fa pic-nic, va ad arrostire la carne con amici e parenti. C’è chi fa le partitelle a calcetto. Per non parlare degli idioti social che si filmano mentre fanno prodezze da prendere a calci nel sedere, come nel caso di un giovane denunciato perché aveva sputato sulla frutta per poi esclamare “infettiamoli”. Liberi tutti, c’è di tutto e di più in un campionario sterminato di fenomeni italici dell’incoscienza che fa rima con idiozia. Sono gli stessi che in molti altri casi, sino a qualche giorno fa, si ostinavano ad andare a sciare, a fare cocktail senza rispetto per i medici e gli infermieri che lottano per salvare vite umane negli ospedali. Aperitivi alla faccia di chi muore e di chi si ammala.

Ma è così impossibile riuscire nell’impresa di rimanere a casa? E’ così difficile comprendere che l’unica cosa certa che oggi conosciamo di questo virus è che contagia attraverso il contatto umano? Lo si vuol capire che per rallentare la catena di contagio ed evitare che gli ospedali non ce la facciano più, è essenziale limitare ai minimi storici i rapporti esterni con gli altri? Ai nostri nonni imponevano di andare a fare la guerra, a noi viene chiesto di rimanere sul divano di casa. Sarà pure una noia, ma non è una prova immane da superare. Eppure per tanti, quasi fosse un irresistibile richiamo della foresta, prosegue la volontà ostinata, imperterrita e scriteriata, di uscire di casa per continuare ad intrattenere relazioni sociali con gli altri. Siamo di fronte a una moltitudine di seguaci del “me ne frego” che soffrono di idiosincrasia alle pareti di casa e che andrebbero sul serio analizzati dalla medicina e dalla psichiatria, per cercare di rintracciare tracce di materia grigia. Anche i bambini, d’altronde, hanno compreso benissimo, assai meglio di noi adulti, che l’ora è di quelle in cui bisogna turarsi il naso e sacrificarsi per il nostro bene e degli altri, senza se e senza male. Stare in casa, punto e basta.

Detto, fatto. Anzi no. Il bollettino dei divieti violati aumenta vertiginosamente, sale con lo stesso passo dei numeri drammatici sulla diffusione dei contagi da Covid-19. Si moltiplicano le raccomandazioni e gli appelli alla responsabilità e, per tutta risposta, ecco un boom di sanzioni: è facilmente presumibile il bilancio di 43 mila denunce della prima settimana è destinato a crescere ancora, a dismisura. Oltre un milione di persone è stato controllato dalle forze dell’ordine per il rispetto delle misure anti-Coronavirus. Tutta questa vasta platea di imbecilli che danno libero sfogo a comportamenti aneuronici, se ne fregano delle regole e scherzano con il fuoco, giocano con la loro vita ma soprattutto con quella – che vale decisamente di più – degli altri. Le Forze dell’Ordine moltiplicano lo sforzo, fanno tutto il possibile e aumentano gli accertamenti. Basterà? Speriamo di sì, temiamo di no, perché la giostra della stupidità continua a girare veloce. E se in ballo ci fosse soltanto la vita di tutti questi incoscienti in fondo non ci preoccuperemmo più di tanto e li lasceremmo fare, perché ognuno è artefice dei propri mali e del suo destino: il problema è che qui si rischia di fare del male agli altri. Non è ammissibile che una spirale di becero masochismo si trasformi nel detonatore di qualche focolaio, a danno di persone che rischiano di pagare a caro prezzo, sulla propria pelle, la superficialità altrui.

In questo momento ci sono milioni di persone che con grande sacrificio rispettano i divieti, sui quali pende la spada di Damocle di dover rimanere ancora a lungo in casa per colpa delle “prodezze” di questi stupidi. Certamente si tratta di soggetti che, prima di uscire di casa, se proprio avvertono tutta questa necessità impellente di sfogarsi, dovrebbero almeno rendere omaggio alla loro scaltrezza: guardarsi allo specchio e omaggiarsi, praticando su se stessi quello stesso gesto che una di queste bestie da soma ha fatto in un supermercato al banco della frutta.

Noi continuiamo a rimanere in casa. Ce la faremo, andrà tutto bene. Ne siamo certi che sconfiggeremo anche questo maledetto virus. Ma il rischio è che quel momento del ritorno alla normalità e in cui potremo ritrovare la libertà, debba arrivare più avanti, forzatamente posticipato per colpa di soggetti senza arte né parte che hanno lasciato i neuroni nel grembo della mamma o in altre galassie lontane. Altro che Mameli e Tricolore: Italia, popolo di poeti e pensatori, terra di artisti e di eroi, patria di santi, scienziati e navigatori. Ma anche pascolo di tanti, troppi, ignoranti.

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