mons. padre Salvatore Cingari con la sorella Franca

Giardini Naxos e un intero comprensorio si preparano, nel clima surreale dell’emergenza di questi giorni, a dare l’ultimo saluto a mons. padre Salvatore Cingari. In suffragio del sacerdote taorminese, storico parroco della città naxiota per quasi 60 anni, l’Arcivescovo, Monsignor Giovanni Accolla, venerdì 20 marzo alle ore 18.30 celebrerà presso il Santuario di Santa Eustochia a Messina una Celebrazione Eucaristica. La funzione sarà trasmessa, attraverso Facebook, dall’Arcidiocesi di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela. Per dare modo ai tanti fedeli di seguire la Santa Messa in ricordo di mons. Cingari, la funzione sarà visibile in diretta su BlogTaormina a partire dalle ore 18.30.  Nella mattinata di venerdì, alle ore 10 la salma muoverà dalla casa canonica e percorrerà le vie principali della Città (Centro, Schisò, Pallio, Recanati, Chianchitta, Calcarone), perché dai balconi si possa dare l’estremo saluto a padre Cingari. Quindi, giunti al cimitero, avverrà privatamente la sepoltura.

Intanto la sorella Franca (alla quale mandiamo un forte abbraccio), in una nota inviata a BlogTaormina ricorda così l’amato fratello:

“Voglio ringraziare tutti coloro che in queste ore hanno espresso il loro cordoglio, l’affetto e la vicinanza alla nostra famiglia per la scomparsa di mio fratello Salvatore. In questi casi si commemorano le persone che ci lasciano con delle parole e pensieri che possono risultare di circostanza, ma credo che la morte del nostro amato padre Cingari – come tutti lo chiamavano – sia davvero la perdita di una persona straordinaria che lascia un vuoto incolmabile in questa comunità e nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuto. Salvatore è stato un uomo eccezionale, che ha donato incondizionatamente la sua vita agli altri e ha interpretato in modo esemplare il magistero della chiesa, portando a compimento il sacerdozio sino ai suoi ultimi mesi, senza fermarsi nemmeno a dispetto delle precarie condizioni di salute del suo ultimo periodo di vita. Ha dato l’anima, tutto se stesso, per il bene di questo territorio e la sua triste dipartita consegna, soprattutto alla Città di Giardini Naxos, la grande eredità di tutto ciò che è stata la sua opera in vita. Un patrimonio umano, sociale e culturale per il quale ha profuso strenuo impegno e sacrificio, e di cui mi auguro si possa custodire e tramandare per sempre, e mai dimenticare o disperdere, la straordinaria valenza che ha contribuito in modo fondamentale alla crescita e al benessere di questo territorio”.

“Nei suoi 65 anni di sacerdozio, e in tutto questo tempo alla guida della Parrocchia San Pancrazio, ha aiutato e sostenuto generazioni di giovani e intere famiglie che nel momento del disagio, dell’incertezza e dello sconforto, hanno trovato in lui un amico ancor prima che un sacerdote. Penso ovviamente al Centro Professionale San Pancrazio che ha creato e fatto diventare una realtà di riferimento in ambito regionale nella formazione delle professionalità e poi tanti altri impegni all’Oratorio e con la Parrocchia. E come dimenticare quel giorno in cui riuscì a far arrivare qui Papa Giovanni Paolo II, nella sua storica visita a Giardini proprio al Centro San Pancrazio. Allo stesso modo aveva incontrato più volte in questi anni Papa Francesco”.

“Non ha mai perso la caparbietà, l’entusiasmo e soprattutto la voglia di ritornare a quello che lui chiamava “l’inizio”, quell’entusiasmo del primo giorno e l’amore per Cristo che da giovane lo ha conquistato e ne ha mosso il desiderio di intraprendere la vocazione sacerdotale: essere strumento della misericordia di Dio, servo fedele e devoto del prossimo. Aiutare è sempre stato per lui il credo di una missione morale da portare avanti con incrollabile dedizione e spirito di sacrificio. Lui lo sapeva bene cos’è il bene comune e lo ha insegnato e dimostrato a tutti noi, ne ha dato prova a ripetizione in modo silenzioso e fattivo con i suoi modi generosi e sempre garbati, tra le tante pagine delle innumerevoli iniziative che ha sostenuto e realizzato. Mi rattrista ancor più il pensiero che se ne sia andato proprio in questi giorni difficili in cui tutti siamo costretti a rimanere in casa, perché mio fratello avrebbe meritato l’abbraccio della gente, per tutto quello che ha fatto.  E’ difficile raccontare, ripensare e ricordare, soprattutto quando il dolore è così grande e nel cuore si avverte tanta tristezza e la consapevolezza di aver perso una persona così meravigliosa. Adesso che ha raggiunto il Regno di Dio, sono certa che anche da lassù lui ci sarà sempre e non abbandonerà mai la sua comunità. Ed il miglior modo per onorare la memoria di mio fratello Salvatore, il nostro amato mons. padre Cingari, sarà quello di ripartire dal suo magistero spirituale e portarlo avanti”.

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