la Corte dei Conti

Taormina. Il Collegio Revisori dei Conti del Comune di Taormina scrive alla Procura della Corte dei Conti (sezione Sicilia) e denuncia “Gravi irregolarità di gestione e danni erariali a Palazzo dei Giurati”.

Gli atti contestati. L’organo di revisione in una pesantissima nota a firma del presidente Margherita Fontana, e dei componenti Aldo Fava e Salvatore Rapisarda, chiede alla Corte dei Conti di “accertare le responsabilità dei soggetti che hanno causato danno erariale”. Gli atti oggetto della nota sono esattamente 11: Verbale del 1 febbraio 2019; nota del segretario generale del Comune del 3 marzo 2019; nota del responsabile del Servizio Finanziario del Comune del 3 marzo 2019; parere al bilancio di previsione 2018-2020 e Dup 2018-2020; verbale n.11 del 26 giugno 2019; verbale n.12 del 27 giugno 2019; verbale n.13 del 17 luglio 2017; parere del rendiconto di gestione 2017; parere al bilancio di previsione 2019-2021 e Dup 2019-2021; verbali del revisore unico di Asm n.11 del 4 dicembre 2019 e n.1 del 24 gennaio 2020 e n.2 del 14 febbraio 2020; verbale n.3 del 14 febbraio 2020.

Criticità non rimosse. “Ad oggi – evidenziano i revisori – nonostante i ripetuti rilievi, osservazioni e prescrizioni, l’Ente non ha rimosso le criticità riscontrate, come confermato nell’ultimo verbale del 14 febbraio scorso”. Da qui il documento trasmesso alla Corte dei Conti e trasmessa ora il 6 marzo scorso dal presidente del Consiglio, Lucia Gaberscek al sindaco Mario Bolognari, al segretario generale Nino Bartolotta e al liquidatore di Asm, Antonio Fiumefreddo. Dunque il Collegio “denuncia il perdurare delle criticità della partecipata al 100% Asm posta in liquidazione con delibera del Consiglio del 22 settembre 2011. I revisori ricordano di aver espresso “parere non favorevole” in tre occasioni (bilancio di previsione 2018-20, rendiconto 2017 e bilancio di previsione 2019-21)”.

Il caso Asm. “L’ente ha approvato tali atti con notevole ritardo ed abbiamo espresso parere non favorevole principalmente per le gravi criticità con la partecipata Asm. Dalle informazioni e notizie assunte si evidenzia che nessun atto liquidatorio è stato emanato, anzi che l’azienda sembrerebbe operare in regime di continuità aziendale. Inoltre, perdura ormai da diverso tempo l’assenza di contratti di servizio e di qualunque altro atto formale programmatico ed autorizzatorio della spesa da parte del Comune, creando una palese anomalia contabile che inficia la veridicità e l’attendibilità dei bilanci dell’ente e della partecipata. Tale situazione impedisce la predisposizione dei bilanci consolidati con le proprie aziende, società o altri organismi controllati, obbligo imposto dalla vigente normativa dal 2016”. Da qui un’ampia analisi sulla situazione, da parte dei revisori, che sul “dare-avere” tra Comune e Asm evidenziano: “La situazione creditoria-debitoria con Asm non può essere rappresentata unilateralmente ma deve essere condivisa da entrambe le parti e supportata da riscontri contabili e accompagnata da una dettagliata nota esplicativa.

Gestione ordinaria dell’azienda. “Asm non può asserire di vantare un credito di 6 milioni 595 mila euro o qualunque altro ammontare verso il Comune senza tener conto di quanto dovuto all’ente”, ed ancora: “Il Comune non può ignorare che i servizi vengono resi permanendo l’anomalia dell’assenza di contratti di servizio”, e “per di più Asm pur formalmente in liquidazione, di fatto è operativa svolgendo atti di gestione ordinaria e talvolta anche straordinaria, senza un controllo formale da parte del Comune”. “Tale situazione economico-patrimoniale tra Comune e Asm – concludono i revisori – non risulta ancora definita, come tutti gli atti necessari a legittimare i rapporti tra le parti che, di fatto, impediscono al Comune, di quantificare l’ammontare dei crediti e debiti reciproci e all’organo di controllo di dare dei giudizi positivi sugli atti quali bilanci e documenti contabili dell’ente e della partecipata”.

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