lotta al Coronavirus

“In Sicilia sin qui la situazione regge ma guai ad abbassare la tensione, sarebbe un errore madornale perché sono arrivate in un paio di giorno oltre 31 mila persone e questo fatto ci crea apprensione. Non sappiamo quante di quelle 31 mila persone sono andate in quarantena e quante altre, invece, si credono invulnerabili e stanno girando per le strade e le città della nostra isola. Quindi bisogna stare in casa e tenere altissima la guardia, non possiamo mollare nemmeno un attimo. Ho chiesto di bloccare gli accessi in Sicilia e servono più controlli a Villa San Giovanni. Non basta misurare la temperatura corporea. Ho chiesto l’esercito per fare controlli più incisivi, come già avviene per l’operazione strade sicure. Centinaia di questi ragazzi, militari, potrebbero aiutare le forze di polizia e svolgere un ruolo davvero prezioso in questa emergenza”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Nello Musumeci con un aggiornamento sull’emergenza Coronavirus in Sicilia.

Non venite in Sicilia. “E’ rientrata tantissima gente in Sicilia ma vorrei lanciare un appello e allora mi rivolgo a chi ancora pensa di venire da noi. Ma chi lo dice che venire in Sicilia sia la situazione migliore. L a soluzione è rimanere nel posto in cui già ci si trova e muoversi il meno possibile. Non ha alcun senso questo esodo di massa verso la Sicilia”.

Posti letto. “Stiamo preparando tutto ciò che è necessario se dovesse esserci un’emergenza ulteriore e quindi se dovessero sensibilmente incrementare i contagi. Stiamo realizzando altri 200 posti di Terapia Intensiva. E stiamo immaginando 2 mila posti letto se l’epidemia dovesse raggiungere numeri che non vogliamo neanche immaginarci”.

Guerra senza mascherine. “Il vero problema è che da Roma non arrivano le armi necessarie per combattere questa guerra, le mascherine i  dispositivi di protezione personale. In casi del genere un Governo doveva attrezzarsi per tempo. Non voglio fare polemiche ma è un problema e credo che qualche passaggio poteva e doveva essere gestito in modo diverso, affrontando la questione già ad inizio marzo”.

 

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