Catalfo, Conte e Gualtieri

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto “Cura Italia” con le misure economiche per rispondere all’emergenza sanitaria del Coronavirus ed è una beffa (o una presa in giro, a seconda dei punti di vista) quella che è emersa nei confronti dei lavoratori stagionali.

I fondi per gli stagionali. Per quanto concerne il sostegno all’occupazione, la difesa del lavoro e del reddito “affinché nessuno perda il posto di lavoro a causa del Coronavirus”, sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a coprire anche le “con un solo dipendente”. Viene prevista la copertura “di tutti i lavoratori autonomi, stagionali e di altre forme con un assegno di 600 euro per il mese di marzo”. Per gli autonomi e i liberi professionisti, “questo primo decreto stanzia circa 3 miliardi a tutela del periodo di inattività“. E’ anche prevista la sospensione dei contributi previdenziali, per queste categorie.

La protesta. Su tutte le furie gli stagionali che ora minacciano di scendere in piazza, non appena terminerà il momento di quarantena obbligata a cui sono ora sottoposti gli italiani, per esprimere la delusione e la rabbia del trattamento ricevuto, che certamente appare inadeguato al sostentamento di migliaia di lavoratori che vedono concretamente a rischio la loro posizione occupazionale, alle porte di una stagione turistica ampiamente compromessa prima ancora di iniziare.

“L’iniezione” della discordia. In campo, in sostanza, aiuti per medici, lavoratori, famiglie e imprese, con “un’iniezione di sostegno all’economia da circa 25 miliardi”, che però suscitano già le prime reazioni e a detta di molti non bastano e non convincono. “Il governo è vicino alle imprese, ai commercianti, ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni, alle mamme e ai papà che stanno facendo un sacrificio per la salute di tutti”, esordisce il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa, alternandosi con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Lavoro e reddito. Il sostegno all’occupazione, la difesa del lavoro e del reddito è un capitolo, che per il governo “vale più di 10 miliardi”, “affiché nessuno perda il posto di lavoro a causa del Coronavirus”. Così la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha dichiarato che sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a coprire anche le imprese “con un solo dipendente”.

“Diga protettiva”. “Possiamo parlare di modello italiano – ha detto Conte – non solo per il contenimento del contagio sul piano sanitario, ma anche per quanto riguarda la politica economica per far fonte a questa grande emergenza. Questa è una manovra economica poderosa, non possiamo combattere un’alluvione con gli stracci e i secchi. Ma abbiamo costruito una vera e propria diga protettiva per famiglie, imprese e lavoratori e vogliamo che l’Europa ci segua”. Conte annuncia inoltre futuri interventi per risollevare l’economia:

L’ammissione. E qui arriva l’ammissione di Conte: “Siamo consapevoli che questo decreto non basterà. Ma il governo oggi risponde ‘presente’ e lo farà anche domani. Dovremo poi ricostruire il tessuto economico e sociale che uscirà fortemente intaccato da questa emergenza e lo faremo con un piano di ingenti investimenti e con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima”. Infine Conte ribadisce il suo orgoglio italiano: “Sono orgoglioso perché partecipe di una comunità che ho l’onore di guidare in un periodo così complesso della nostra storia. Alcuni italiani sono in trincea negli ospedali, in fabbrica, nelle farmacie o dietro ai banconi di un supermercato, tanti rimangono a casa ma non sono inerti, li sostengono dal balcone, dalla finestra, cantando l’inno nazionale. Possiamo essere orgogliosi di essere italiani, insieme ce la faremo”.

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