il giornalista Tommaso Labate

Durissima presa di posizione del giornalista Tommaso Labate sui rientri dal Nord, di ieri e dei giorni recenti, in Sicilia. “Abbiamo visto le scene della settimana scorsa e quelle immagini del primo esodo potevano anche avere una lontana giustificazione perché, quel sabato sera del 7 marzo, c’era una sorta di “vacatio legis” e non si sapeva cosa sarebbe accaduto. Di fronte a un’emergenza si reagisce e l’istinto di sopravvivenza porta anche talvolta a fare una scelta che non è quella giusta e anzi spesso è quella sbagliata. Ma per quanto riguarda quelli, invece, che ancora venerdì notte hanno preso un treno per raggiungere dal Nord Italia le ragioni del centro e le isole, la Sicilia e la Sardegna, sinceramente c’è da vergognarsi e non capisco come si guarderanno allo specchio stamattina”.

Appelli inutili. “Dopo tutti gli appelli alla prudenza e alla riflessione, molte persone non si sono rese conto, e se lo hanno fatto sarebbe di una gravità umana indicibile, che la loro presenza è pericolosa non per gli estranei ma per i loro cari. E’ l’egoismo del genere umano portato alle più strenue conseguenze”.

Nessuna comprensione. “Non ci può essere nessuna comprensione, quindi – aggiunge Labate -, per chi l’ha fatto nel corso di quest’ultima settimana, soltanto semmai qualche piccola attenuante per coloro che nei giorni precedenti in una situazione di confusione si sono trovati a prendere un treno, chiedendosi se avrebbero rivisto mai la madre, il padre o la fidanzata. Ma chi è tornato in questi ultimi giorni ha una vergogna addosso incompatibile con una presenza davanti allo specchio appena ci si sveglia la mattina. Gli era stato detto in tutte le lingue che non bisognava lasciare i paesi del Nord e spostarsi in altre regioni. Di fronte a un comportamento del genere non ci può essere nessun altro commento”.

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