Agostino Pappalardo
Agostino Pappalardo, comandante della Polizia Municipale di Taormina

Taormina. Il Tribunale di Messina, sezione Lavoro, accoglie il ricorso del Comandante della Polizia municipale di Taormina, Agostino Pappalardo, contro il Comune di Taormina e dispone la sospensiva della determina dirigenziale n.236 del 26 ottobre 2018 – dichiarata a questo punto “illegittima” – con la quale la casa municipale ha ritenuto vi fosse “l’assenza di un contratto di lavoro tra le parti”. Con questo pronunciamento, in sostanza, il giudice del Lavoro, Rosa Bonazinga, ha accolto l’istanza di Pappalardo contro il nuovo inquadramento allora per lui disposto dal Comune e ha anche stoppato l’efficacia della maxi-richiesta di restituzione al Comune che era stata imposta al Comandante di somme percepite per un importo di 202 mila euro.

Il ricorso. Pappalardo – difeso dall’avv. Enrico Freni – ha chiesto con questo ricorso di “dichiarare e accertare il diritto ad essere inquadrato nella posizione di dirigente e percepire il corrispondente trattamento economico, nonché condannare il Comune di Taormina al pagamento delle somme trattenute per l’illegittima retrocessione al livello D/3 rispetto alla retribuzione, invece dovuta quale dirigente”. Pappalardo si è opposto, in sostanza, agli effetti dell’azione di recupero delle somme stipendiali intrapresa dal Comune, i cui uffici hanno, infatti, chiesto a Pappalardo la restituzione di 202 mila euro “per somme corrisposte in eccedenza”.

La questione contrattuale. Con la determina del 26.10.2018, Pappalardo è stato, allora, inquadrato “nella categoria D3/Posizione Economica D3 del Ccnl del 31.03.1999 e col profilo di Funzionario Direttivo”. Gli uffici comunali hanno intrapreso l’iter di “adeguamento dello stipendio spettante a partire dal mese di novembre 2018 a quello di funzionario direttivo, previsto per il personale appartenente alla categoria D3” e “l’adeguamento dell’indennità di posizione a quella prevista dal nuovo Ccnl per i titolari di P.O. (posizioni organizzative)”. E’ stata quindi posta in essere “la predisposizione dei conteggi per il recupero delle somme corrisposte in eccedenza e non coperte dal termine di prescrizione”. Il periodo che è già andato in prescrizione è quello dal 2001 al 2007.

A questo punto è scattata la sospensiva della determina dirigenziale del 26 ottobre 2018 che ha avviato la procedura, nonché di una successiva nota, posta in essere in esecuzione del medesimo provvedimento, dal Responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, per quanto concerne “il recupero delle somme stipendiali” ritenute, come detto, come “corrisposte in eccedenza”.

Viene riconosciuta l’esistenza e la regolarità della procedura di assunzione di Pappalardo al Comune, e di riflesso si legittima l’iter seguito dalla Giunta del tempo, guidata dall’allora (ed attuale) sindaco Mario Bolognari. Per il giudice “risulta che in data 20 luglio 2001 il sindaco ed il segretario generale del Comune ed il ricorrente (Pappalardo, ndr) hanno apposto la firma alla Nomina del Dirigente del Corpo di Polizia municipale del dott. Pappalardo (che in precedenza era Vice questore aggiunto della Polizia di Stato) a titolo di accettazione di tutte le condizioni e prescrizioni in esso contenute, così come consentito dalle norme del Codice Civile”.

Il contratto sussiste. “Presupposto del recupero delle somme – continua il giudice – effettuato dal Comune è l’assenza della stipulazione di un contratto tra le parti in seguito al trasferimento per mobilità, tuttavia come risulta dal punto 6 della delibera di Giunta n.256 del 13 luglio 2001 è stato deciso di dare al presente provvedimento valore contrattuale e la relativa sottoscrizione è stata apposta il 20 luglio 2001. Può dunque ritenersi sussistente il contratto tra le parti in causa”.

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