emergenza Coronavirus in Italia

Il sindaco di Messina, Cateno De Luca prosegue la sua battaglia sul “Coprifuoco” per contrastare l’emergenza Coronavirus e nel ribadire che per sconfiggere il virus non bisogna uscire di casa, rende noto “un appello” ricevuto dalla Lombardia, “da Cernusco sul Naviglio”

Evitare altri contagi. “Leggete e riflettete cari messinesi”, afferma De Luca rivolgendosi ai suoi concittadini ma in un contesto di emergenza da scongiurare che evidentemente vale anche per tutti i comuni della provincia di Messina. Ricordiamoci, infatti, che nella nostra provincia sono disponibili pochissimi posti di Rianimazione, quindi occorre a tutti i costi essere prudenti e responsabili per evitare la diffusione del Covid-19.

La lettera. “Buongiorno sindaco. Mi chiamo …… e sono di Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano….ho ascoltato la sua diretta su indicazione di un’amica sua concittadina ed ho letto i messaggi di scherno indirizzati alla sua persona che piano piano apparivano nei commenti in tempo reale solo perché lei era prolisso. Dica loro, o pubblichi anche questo messaggio se vuole omettendo solo il nome per evitare che finiscano con lei e comincino con me, che qui la gente muore. Mia moglie è un’infermiera ed io un volontario di Protezione Civile. Siamo reclusi in casa ed ogni fine turno mia moglie torna a casa col terrore di essere infettata e mi elenca un bollettino di guerra. Qui gli ospedali sono al collasso. Oggi l’assessore Gallera (assessore regionale alla Salute della Lombardia, ndr) ha parlato di posti negli scantinati degli ospedali e si sta pensando di allestire le rianimazioni alla fiera di Rho. Dica ai suoi concittadini che farebbero meglio a riflettere che il nostro sistema sanitario è collassato il 20 giorni…al vostro ne bastano 3…per non parlare di quelli ( e ce ne sono sicuramente anche da voi) che sono scappati come ladri tradendo noi voi ed il paese intero. Ha fatto benissimo, non si faccia scrupoli. Se qualcosa avrà sbagliato l’avrà fatto sicuramente in buona fede e comunque è sempre meglio un brutto processo che un bel funerale. A proposito di funerali. Ieri è morta la mamma di una nostra amica di Coronavirus. Provino ad immaginare i suoi concittadini tanto ironici cosa vuol dire apprendere della morte di tua madre al telefono, non poterla piangere con nessuno perché sola a casa in isolamento, non poterla salutare e non poterle fare nemmeno un funerale, che ridano di questo, se ne hanno il coraggio. Auguri sinceri di buon lavoro. Non arretri, la ringrazieranno”. 

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