Lino Banfi nei panni del Commissario Auricchio

Nelle ore in cui tutti siamo costretti a rimanere chiusi in casa per l’emergenza Coronavirus proviamo a sdrammatizzare per qualche istante il momento complicato e allora la direttiva del governo Conte di spostarsi con l’autocertificazione ha ricordato a qualcuno una scena cult del cinema italiano. Ricordate Lino Banfi nei panni del Commissario Auricchio nel film “Fracchia la Belva Umana”?. Sarcasticamente si potrebbe dire che il presidente Conte ha disposto l’obbligo di autocertificazione, ma Auricchio si era già attrezzato parecchi anni fa, molto prima di lui, con il lasciapassare.

State a casa. Ovviamente la realtà oggi è seria e – ribadiamolo – che oggi occorre rimanere a casa, senza se e senza ma, per salvaguardare realmente la propria salute e quella degli altri ed è consentito uscire soltanto per stretta necessità, per andare al lavoro, o in farmacia o al supermercato. Ovviamente non mancano ancora le persone incoscienti e quelle ignoranti, una minoranza che noi speriamo si faccia sempre più una sparuta minoranza per il bene della comunità.

I controlli delle Forze dell’Ordine. Soprattutto precisiamo che al momento del controllo gli agenti ci faranno dichiarare e firmare il motivo dello spostamento sul modulo elaborato dal Ministero. Fatto questo le Forze dell’Ordine procederanno ad una verifica (ad esempio chiamando in azienda, chiamando il medico, etc, in base a quello che si dichiara). Nel caso in cui ciò che è stato dichiarato non risulti veritiero, scatteranno due denunce: una per la violazione dell’ordinanza di salute pubblica Coronavirus (art. 650 C.P.) e l’altra per dichiarazioni mendaci (art. 495 C.P.). L’art.650 del codice penale prevede l’arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro; l’art.495 codice penale comporta la reclusione da 1 a 6 anni. Attenzione, quindi, a non bleffare.

Nel frattempo, facciamoci una risata e rivediamo la scena del Commissario Auricchio e del lasciapassare…. E ricordate: STATE A CASA. 

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