la stazione di Milano

Assume proporzioni impressionanti l’esodo avvenuto negli ultimi giorni ed in particolare da sabato notte in poi in Sicilia dalle regioni del Nord Italia. Si tratta per lo più di lavoratori ed anche studenti, molti sono tornati dalla Lombardia ma anche dalle regioni del Piemonte e dal Veneto e dal Friuli.

Boom di rientri. Secondo le stime della Regione Sicilia risulterebbero già circa 20 mila le iscrizioni al portale della Regione realizzato per segnalare la propria provenienza dalle zone a rischio contagio del Nord Italia. Si è passati in 48 ore dai primi 1.500 ad 11 mila e poi a 16 mila,  quindi 19 mila nel pomeriggio di lunedì, raggiungendo nelle ore successive quota 20 mila persone circa. Il numero complessivo rimane comunque parziale e del tutto provvisorio. La Regione sta monitorando costantemente gli aggiornamenti della piattaforma dove vengono raccolti i dati. Il boom, segnalano fonti dell’assessorato alla Salute, si è registrato nel weekend.

Esodo di massa. Nell’arco di 48-72 ore si è compiuto un esodo di massa, con migliaia di persone che hanno lasciato il Nord Italia in direzione Sud e molte di queste in Sicilia. E’ una situazione che ora desta preoccupazione per quanto concerne il rischio di nuovi casi di Coronavirus in una regione come la Sicilia che sin qui ha contenuto il numero di casi verificatisi ma, alla luce della fragilità del proprio sistema sanitaria, rischia di andare in difficoltà se dovesse esserci un’impennata dei contagi. Non a caso il presidente della Regione, Nello Musumeci, prima ancora dell’estensione a tutta Italia della zona rossa decisa dal Governo Conte lunedì sera, ha decretato domenica scorsa l’obbligo di quarantena per chiunque rientra dalle zone rosse del Nord Italia.

Le zone a rischio. L’attenzione è rivolta soprattutto alle persone dei territori di provenienza coinvolti nelle zone rosse del Nord, ovvero tutta la regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, oltre alle zone a rischio epidemiologico, così come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Fare autoisolamento. “Registratevi e fate registrare gli altri – aveva scritto il presidente della Regione –, se conoscete qualcuno sollecitatelo a porsi in autoisolamento. Può essere un modo importante per arginare i contagi, oltre che un gesto di buon senso e responsabilità verso tutti! Oltre che chiederti cosa può fare la Regione per te, vediamo quello che ognuno di noi può fare per gli altri. Più si registrano le persone che si muovono più possiamo arginare i contagi”.

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