Taormina. Nelle ore in cui Federalberghi rivolge un invito ufficiale a tutte le strutture alberghiere ed extra-alberghiere di Taormina alla chiusura immediata per l’emergenza Coronavirus, si registrano stringenti controlli a tappeto, accertamenti sul luogo e posti di blocco della Polizia di Stato del Commissariato di Taormina per monitorare la situazione. L’Autorità di Pubblica Sicurezza intende appurare se vi siano strutture ancora aperte e, di riflesso, la situazione concerne clienti ancora in soggiorno in città, al fine di non consentire che circolino liberamente sul territorio disattendendo le direttive nazionali vigenti.

Stranieri a spasso. Si sono registrate, infatti, segnalazioni di operatori che in alcuni casi non starebbero ottemperando a quanto previsto dalle direttive disposte sul territorio nazionale dal Governo. La Polizia di Stato anche nella mattinata odierna ha riscontrato la presenza in alcune zone della città di turisti, ed in particolare cittadini stranieri, nelle strade. Ricordiamo che nel caso di strutture che siano ancora in attività e che abbiano clienti ancora presenti sul territorio, non è permesso in nessun modo che gli stessi possano uscire dalle strutture per andare a passeggiare in città.

La direttiva nazionale. Su questo punto il governo è molto chiaro: “Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio”. Dunque si invitano i gestori di strutture che sono forse poco informati o che – non vogliamo pensarlo – ritengono di poter fare i “furbetti” a danno della salute pubblica di far rispettare, senza se e senza ma, tale divieto. Non è il momento della disattenzione e nemmeno di fare i “finti tonti”: è l’ora della coscienza e della responsabilità.

Turisti senza colpa. La colpa, è bene evidentemente sottolinearlo a lettere cubitali, non può essere dei turisti, gentili ospiti di Taormina giunti qui in vacanza e costretti a subire l’escalation drammatica di questa emergenza e questo momento complicato che investe l’Italia, né al momento in Italia, per altro, le frontiere risultano chiuse. Per questo occorre che siano i responsabili delle strutture a farsi carico del problema, a sensibilizzare i turisti a non uscire o altrimenti ad attivarsi tramite i tour operator per organizzare un pronto rientro dei turisti nei luoghi di origine.

Chiudere tutti. Federalberghi Taormina ha già rivolto ufficialmente formale invito a tutte le strutture alberghiere ed extra alberghiere site nel territorio della Città di Taormina al momento aperte, sollecitandole “In ottemperanza al DPCM 9 Marzo 2020 (“Io resto a casa”), a provvedere alla chiusura straordinaria della loro attività ricettiva nel periodo delle restrizioni stabilito dal decreto, e cioè fino al 3 aprile 2020”. “Alle strutture stagionali non ancora aperte si raccomanda di non riaprire prima del 3 aprile”.

Garantire l’assistenza. “Per le strutture ricettive che alla data odierna dovessero avere ancora clienti alloggiati, arrivati prima della data di entrata in vigore del DPCM 9 Marzo 20 e in possesso di prenotazione aerea per il rientro a casa nei prossimi giorni – ha sottolineato Federalberghi Taormina -, si suggerisce di garantire loro la massima assistenza possibile durante questo periodo di emergenza nel pieno rispetto della tradizionale ospitalità che ha da sempre contraddistinto l’intero comparto turistico di Taormina”.

Si rischia l’arresto. Si segnala che il decreto-legge 23 febbraio 2020 n. 6 “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, convertito nella legge 5 marzo 2020 n. 13, all’articolo 3 comma 4, ha stabilito che, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento imposte per contrastare il diffondersi del virus COVID-19 è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale (arresto fino a tre mesi o ammenda fino a euro 206).

Sospensione dell’attività. L’articolo 15 del decreto-legge 9 marzo 2020 n. 14, ha aggiunto un periodo al suddetto articolo, con il quale si prevede che, salva l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, la violazione degli obblighi imposti dalle misure di contenimento a carico dei gestori di pubblici esercizi o di attività commerciali è sanzionata altresì con la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

© Riproduzione Riservata

Commenti