la fase 2 del reddito di cittadinanza

Taormina. Il Comune di Taormina stringe i tempi per espletare la procedura di accesso alla piattaforma “Gepi” per la gestione dei patti di inclusione sociale previsti nell’ambito del Reddito di Cittadinanza. A Taormina i percettori del Rdc, ricordiamo, complessivamente risultano essere 174 e si tratta ora di adempiere alla “fase 2”, in un contesto che vede i fruitori dell’indennità porsi al servizio dell’ente locale per attività sociali di pubblica utilità.

I responsabili. A tal proposito il Comune ha individuato, con apposita determina del sindaco Mario Bolognari, la figura del coordinatore per il Patto per l’Inclusione Sociale nella persona di Giuseppe Cacopardo, responsabile dell’Area Servizi alla Persona; il Case Manager sarà la dott.ssa Carmela Trimarchi; coordinatori e responsabili per i controlli anagrafici invece Venera Valentino per l’Ufficio Servizi Sociali e Vera Lenzo per l’Ufficio Anagrafe. Le figure individuate prevedono compiti tra i quali quello di occuparsi di compilare le schede per l’Analisi preliminare dei beneficiari del RDC e di accompagnare la famiglia in tutto il percorso; assegnare ai responsabili per i controlli anagrafici l’elenco dei beneficiari per i quali effettuare la verifica dei requisiti di residenza e di soggiorno dei beneficiari del Rdc; e va fatta poi la verifica dei requisiti di residenza e soggiorno dei beneficiari di RDC ed ha accesso ai relativi dati del comune (o soggetti associativi) che lo ha indicato. Si tratta di predisporre tutte le informazioni necessarie per la gestione dei progetti utili alla collettività, limitatamente ai beneficiari che hanno sottoscritto il Patto per il lavoro o il Patto per l’Inclusione Sociale, nonché ai beneficiari che, pur non tenuti agli obblighi, facoltativamente facciano richiesta di partecipare ai progetti.

L’input del M5S. “L’attivazione dei progetti per l’impiego degli aventi diritto al Reddito di Cittadinanza in servizi socialmente utili – hanno evidenziato di recente i rappresentanti del M5S a Taormina, i “Taorminesi in Movimento” -, non può che portare solo effetti positivi per la collettività, dato che i beneficiari, per continuare a percepire il sostegno economico, devono stipulare il patto per il lavoro o per l’inclusione sociale e svolgere lavori da 8 a 16 ore a settimana”.

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