la stazione di Milano

La decisione del Governo di chiudere la Lombardia per l’emergenza Coronavirus sta spingendo molte persone alla fuga di massa verso il Sud. Si stanno così verificando scene drammatiche. Migliaia di persone da ieri sera si sono messe in viaggio, soprattutto in treno, per lasciare in fretta Milano e la Lombardia con ogni mezzo possibile. In tanti casi si tratta di persone che tornano a casa e abbandonano i luoghi dove lavorano o studiano per cercare di mettersi in salvo dall’epidemia e ricongiungersi ai propri affetti. In molti sono diretti proprio verso le regioni del Meridione, dove al momento si sono verificati pochi casi di Covid-19.

Tutti al Sud. Sia la Stazione Centrale che quella di Porta Garibaldi di Milano – scrive l’agenzia Agi – fino alle mezzanotte, ora utile per i treni in partenza da Milano soprattutto in direzione Roma e il Sud Italia, hanno visto centinaia di persone accalcarsi per lasciare il capoluogo. A mezzanotte la Polfer ha confermato che non ci sono stati disagi e che sui binari non si sono verificati problemi. E anche stamattina stesse scene in stazione centrale a Milano dove molte persone sono in partenza per il Sud dopo la firma del decreto. Da più parti c’è preoccupazione per l’assenza di controlli a carattere preventivo sui treni, in riferimento alle indicazioni del Ministero sull’emergenza sanitaria.

Appello alla responsabilità. L’auspicio è che le misure stringenti disposte dal Governo nella zona rossa diventino subito altrettanto tali anche per quanto concerne gli opportuni controlli da effettuare sugli spostamenti lungo tutto il Paese, al fine di prevenire altri contagi e un’ulteriore espansione dell’epidemia che rischia di far degenerare la situazione. E’ il momento della prudenza e della responsabilità, ma lo Stato non deve consentire che a prendere il sopravvento tra la gente sia lo sconforto e il panico. Il vero nemico da sconfiggere – lo ripetiamo – non è il tasso di pericolosità né quindi la (modesta) letalità del virus ma la sua capacità di rapida propagazione, in assenza ad oggi di un vaccino e con la relativa condizione di sofferenza del sistema sanitario nazionale che non può reggere alte percentuali di ricoveri. Per questo, per fermare il Coronavirus, occorre sacrificarsi tutti e avere un forte senso di responsabilità nei comportamenti, per se stessi e per gli altri. Il nemico invisibile si può sconfiggere soltanto così.

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