Palazzo Corvaja durante il G7 2017

Taormina. Scatteranno con molta probabilità dopo l’estate i lavori di maquillage di Palazzo Corvaja. Nei mesi scorsi l’assessorato regionale alle Infrastrutture ha dato il via libera ad interventi da Un milione 180 mila euro richiesti dal Comune con un progetto per la ristrutturazione dell’ex parlamento siciliano ma per i lavori bisognerà ancora pazientare ed attendere, perché la burocrazia ha i suoi tempi. La Perla dello Ionio, in questa fase, sta attendendo che la Regione completi il relativo iter e soltanto a quel punto si potrà poi avviare quanto riguarderà il relativo appalto delle opere. Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale potrebbe sollecitare in una missione alla Regione una pronta definizione dell’iter ai competenti uffici palermitani.

Clemenza di Giove Pluvio. Mentre siamo già a marzo, per fortuna sino a questo momento quello che è stato un anticipo di primavera ha fatto sì che non ci fossero particolari apprensioni legate alle piogge ma rimane il problema in atto ormai da anni ogni qualvolta poi quando all’improvviso torna ad imperversare il maltempo. C’è da sistemare il tetto, ponendo rimedio all’atavica fragilità determinata da infiltrazioni. Il progetto presentato dal Comune di Taormina per il risanamento conservativo di Palazzo Corvaja mira a risolvere la condizione, sin qui precaria, di uno dei siti storici di maggiore pregio della Città.

La manutenzione. “Bisogna avviare al più presto i lavori – ha sottolineato di recente l’arch. Piero Arrigo, presidente di Tor (Taormina Obiettivo Recupero) – I problemi di Palazzo Corvaja sono emblematici di quella che ho definito la Taormina che cade a pezzi. La manutenzione purtroppo, in troppi casi, è sconosciuta. A mio avviso in quell’ala interessata da caduta di calcinacci, e che è degli Anni 60, si poteva intervenire con una semplice manutenzione ordinaria della facciata. Il finanziamento regionale riguarda Palazzo Corvaja nelle sue componenti storiche, torre araba, ala del trecento ed edificio del 400 che prospetta su Piazza Vittorio Emanuele. Non è chiaro se comprende l’appendice degli anni 60 fatta dall’ing. Sivieri per ospitare la vecchia Azienda Autonoma di Turismo e Soggiorno. Ritengo che la manutenzione rientrava in procedura normale come in tutti gli edifici comunali”.

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