Villaggio Le Rocce negli Anni 50

Taormina. Il Comune di Taormina potrebbe presto entrare in scena nella vicenda delle vendita, che appare sempre più probabile, dell’ex villaggio Le Rocce. La Città Metropolitana di Messina è intenzionata, infatti, a dismettere il bene e la proprietà del bene potrebbe passare alla Regione Siciliana, con l’assessorato ai Beni Culturali pronta a farsi avanti nell’eventuale gara attraverso un’operazione che replicherebbe quanto avvenuto nel 2018 per il Castello di Schisò, ora transitato nella disponibilità del Parco archeologico di Naxos-Taormina. In sostanza, il Comune di Taormina non ha i fondi per avviare una trattativa con l’ex Provincia e non può prendere parte ad una procedura di gara, non ci sono margini di manovra perché l’ente è in fase di riequilibrio ed il piano esitato nel 2018 dal Consiglio comunale ad oggi non è stato ancora nemmeno valutato dalla Corte dei Conti e dal Ministero dell’Interno.

Il piano di Palazzo dei Giurati. E allora la soluzione che viene presa in considerazione dai vertici di Palazzo dei Giurati è quella di attendere, per forza di cose, l’evolversi della situazione per poi farsi avanti in un secondo momento. Al momento è un’idea che potrebbe anche diventare una vera e propria strategia. L’idea sarebbe quella di esplorare l’eventuale opportunità di chiedere poi di poter avere la gestione del bene, se questo verrà realmente poi acquisito dal Parco di Naxos-Taormina. Non si esclude nemmeno un coinvolgimento nell’operazione della Fondazione TaoArte, di cui fanno parte Comune di Taormina, Regione e Comune di Messina, e che potrebbe rappresentare un trade union tra le parti. Uno scenario al momento ancora molto complicato e incerto, caratterizzato da tanta ipoteticità e da poche certezze, come d’altronde l’incertezza avvolge da tanti anni a questa parte Le Rocce, tra tante soluzioni per una svolta che poi non c’è mai stata.

Oblio infinito. Ad eccezione della breve parentesi in cui Le Rocce era passato alla Fondazione Fiumara d’Arte, con la gestione poi revocata dal Cga, l’area è reduce da una lunghissima “odissea”, con la chiusura che avvenne nel lontano 1974. Le Rocce era stato, invece, inaugurato dalla Regione nel lontano 1954. La Città Metropolitana non ha le risorse per rivalutare l’immobile e non vuole continuare a mantenere nel proprio patrimonio un bene che non è a regime, non è fruibile e che non ha senso lasciare nelle attuali condizioni di chiusura e degrado. Ora si attende che l’ex Provincia regionale decida la valutazione economica per la dismissione e da quel momento potrebbe registrarsi un’accelerazione per cercare di sbloccare la condizione di abbandono che è tornata a regnare sovrana all’interno dell’oasi naturalistica.

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