Giuseppe Conte

“Quanto tempo ci vorrà per dire che l’emergenza è superata? È una previsione difficile, anche per gli esperti. Tra alcune settimane avremo un patrimonio informativo che consentirà ai nostri esperti previsioni più plausibili”. Lo ha dichiarato il premier Giuseppe Conte in una intervista a “Il Fatto Quotidiano”.

Misure condivise. “Quando in Italia è iniziato a salire il numero dei contagiati si è manifestato un eccesso di zelo, con un ricorso indiscriminato al test del tampone, ben oltre le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. Il ministro Speranza ha sempre costantemente mantenuto i contatti con i ministri della Salute degli altri Paesi europei, per condividere informazioni e strategie di contrasto. Abbiamo sempre avuto consapevolezza che questo virus, al pari di tutti gli altri, attraversa i confini e richiede misure condivise. Quanto ai numeri dei contagiati, sin dalla prima riunione in Protezione civile ho chiarito che le autorità regionali dovevano trasmettere i numeri a noi, in modo da rendere il database della Protezione civile, in collegamento con l’Istituto superiore di sanità, lo strumento ufficiale di controllo”.

L’emergenza sanitaria. “Con i presidenti delle Regioni ho fatto un discorso molto chiaro: il Paese sta fronteggiando una emergenza sanitaria che ha carattere nazionale, con un sistema della sanità che invece è strutturato su base regionale. Anche i sindaci hanno il potere di adottare ordinanze in caso di emergenze sanitarie. Insomma abbiamo un assetto giuridico che mal si presta a gestire, con coerenza, rapidità ed efficienza emergenze come questa. Perciò ho invitato tutti a coordinarsi con noi, a evitare scarti e deviazioni che garantiscono sicurezze illusorie, ma che in realtà contribuiscono a generare confusione tra i cittadini”.

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