l'area per il previsto deposito dei materiali di scavo a Trappitello

Taormina. L’avvenuto sequestro dei terreni del costruendo campo da golf di contrada Vareggio allontanano il sogno del green a Taormina ma segnano, di riflesso, anche una importante novità che potrebbe riguardare le opere connesse alla realizzazione del futuro raddoppio ferroviario, che interessa anche la Perla dello Ionio. Il sequestro dell’area, finita nel mirino delle indagini delle Guardia di Finanza, che hanno portato all’arresto di quattro persone per l’insolvenza della Tecnis Spa (con un sequestro di beni per un valore di 94 milioni) a questo punto potrebbe stoppare in via definitiva la previsione dell’area di stoccaggio ipotizzata da Rfi-Italferr a Trappitello.

Il deposito della discordia. Come si ricorderà, infatti, il deposito di smarino preventivato nell’ambito delle opere (al via forse nel 2021) per la nuova linea ferroviaria è stato previsto dalle Ferrovie dello Stato in un punto che ricadeva all’interno dei terreni del campo da golf. Da qui ci fu la presa di posizione del Consiglio comunale, che al termine di un dibattito serrato ha deciso lo scorso anno di dire “no” alla localizzazione dell’area di stoccaggio nel territorio del Comune di Taormina, con relativa contrarietà all’individuazione a Trappitello e nell’area del golf. In sostanza, il sequestro dei terreni allontana la possibilità che Taormina possa avere l’atteso campo da golf, ma al contempo ferma pure la previsione in quella zona e nell’ambito di un tratto di quella medesima area del deposito di smarino tanto discusso.

Nessuna comunicazione. Va detto che al momento a Palazzo dei Giurati non è ancora giunta alcuna comunicazione nella quale si faccia riferimento al sequestro dell’area di Vareggio, e dunque prevale una comprensibile prudenza del Comune nelle valutazioni della situazione. Per i terreni del golf, oltretutto, va detto che la Tecnis era l’impresa a suo tempo incaricata dalla proprietà dell’area di realizzare i lavori per il complesso ricettivo, il cui cantiere è fermo dal 2011.

Le nuove voci. Bisognerà, ovviamente, vedere quale destino avranno questi terreni così come, se adesso Rfi-Italferr, desisteranno in via definitiva dalla volontà di localizzare il deposito nel territorio di Trappitello. Proprio di recente, tra l’altro, si era riaffacciata in termini concreti proprio l’ipotesi che il deposito venisse nuovamente previsto in zona Vareggio e si era anche vociferato della disponibilità da parte di un privato a far realizzare l’area di stoccaggio in un terreno privato, alle spalle delle Case popolari, sito sempre nella popolosa frazione.

La posizione di Italferr. Il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo, il cui progetto è stato da poco approvato dal Ministero dell’Ambiente, prevede nel territorio di Taormina due nuove stazioni, una sotterranea ai piedi del centro storico in contrada Sant’Antonio (Taormina-Madonnina) e l’altra invece a Trappitello (Alcantara-Giardini). I responsabili di Rfi e Italferr hanno rilevato la necessità di allocare il deposito dello smarino in un punto non troppo distante dal cantiere dei lavori per il raddoppio ferroviario, tenuto conto che a Trappitello ci sarà una nuova stazione. “Il materiale fratturato – ha evidenziato Italferr – è quasi fango, quindi non è trasportabile e non è possibile trovare un’area di cantiere lontana dall’imbocco della galleria. Il materiale va portato lì, altrimenti la fanghiglia potrebbe scendere giù dai camion. E’ una necessità”.

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